Nomi bambine per il 2017

Siete in attesa di una bimba o ne desiderate una?

Ecco allora i nomi di tendenza per il 2017!

Ai vertici della top troviamo un grandissimo classico: Sofia. Sarà perché è un nome elegante e senza tempo, sarà che la Disney ha lanciato la sua nuova, adorabile piccola principessa, ecco che le bambine continueranno a chiamarsi Sofia.

Sempre attaccata alla vetta è anche Giulia, che ormai da quasi un decennio è uno dei nomi più amati dalle mamme e dai papà italiani, seguito da Giorgia e Martina e dal redivivo Matilde. Assolutamente da non dimenticare Emma, che tra i nomi scelti nel 2016 si è piazzato addirittura terzo, e che continua ad essere molto apprezzato

Nomi di tendenza per il 2017: meno esterofilia

Ha risalito parecchie posizioni Aurora, ogni anno più amato. Scendono invece nella classifica i nomi esterofili, mentre tornano in auge nomi più classici, come Sveva e Olivia.

Si segnala anche il ritorno di nomi come Egle e Agnese, e anche la Stefania molto amata negli anni '80.

Si prospetta anche l’uso di nomi più singolari, come Morgana ed Evelina.

 

 

Ma le vostre bimbe come si chiamano? E come si chiameranno quelle che stanno per nascere?

 

 

 

 

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

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Il 5x1000? Diamolo a chi fa gesti concreti

 Tempo fa sono andata a Milano con Tommaso e aspettando i prendere il treno per tornare a casa, lui mi si è addormentato tra le braccia: e io me lo tenevo stretto stretto. Passava molta gente, e in tanti sorridevano, guardando quel bel bambino biondo che dormiva nonostante la confusione.

 

E mentre lo coccolavo, per un attimo ho pensato a come sarebbe stato se invece di aspettare il treno fossi stata lì, da sola con lui, senza sapere dove andare. Se invece di soldi, bei vestiti, se invece di tutto insomma, se non avessi avuto proprio niente. Se quando lui mi avesse detto “Ho fame” invece di correre a portarlo in un bar a fare merenda, non avessi avuto alcunchè da dargli.

 

Come fanno, come fanno le mamme che fuggono? Che lasciano le loro case con i figli al collo? Ma che coraggio hanno? E come possiamo aiutare noi queste mamme? Sostenendo chi le sostiene. Facendo sì che non debbano mettersi in mano ai trafficanti di uomini, che non debbano affrontare il mare e il peggio.

 

Per questo motivo quest'anno ho deciso di donare il 5x1000 ad ActionAid Italia, l'organizzazione internazionale indipendente che da 25 anni s'impegna sia in Italia che nel Sud del Mondo per cancellare fame e povertà. E' fondamentale fare sapere alle persone come vengono impiegati i fondi che loro donano: e ActionAid ve lo mostra, con l'infografica presente nel loro sito. E fa vedere, in base al nostro reddito, cosa possiamo fare.

 

Così il 5x1000 di chi guadagna 15 mila euro farà acquistare un kit vaccini per i bimbi.

Il 5x1000 di chi guadagna fino a 30 mila euro permetterà ad un'ostetrica di formarsi, e garantire assistenza anche in quelle zone in cui le mamme muoiono ancora di parto.

Si acquistano caprette, per dare latte alle famiglie, piccoli elettrodomestici, per rendere più vivibile l'esistenza di queste persone.

 

Si tratta di un gesto minuscolo: e facile da compiere. Nel modulo della Dichiarazione dei redditi trovate il riquadro per la "SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL'IRPEF". Basta firmare e inserire il codice fiscale ActionAid 09686720153 nello spazio dedicato al "Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale ecc".

Eppure quel gesto minuscolo fa la differenza nella vita di un bambino, di una donna, di un uomo.

Fare una donazione “donazioni 5 x mille” [link] equivale al famoso “gesto concreto” che in molti chiedono, ma che poi spesso resta lettera morta.

 

Fate invece questo esperimento. Chiudete gli occhi. Immaginate di essere disperati, di non sapere come sfamare i vostri piccoli. Immaginate di sentirli piangere. E poi immaginate che qualcuno bussi a casa vostra: e che lo faccia per portarvi aiuto.

Ecco, quell'aiuto possiamo essere noi: cosa aspettiamo a donare?

 

(Post in collaborazione con ActionAid!)

 

 

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Basta assegno matrimoniale se l'ex è indipendente

Cambiano le regole per l'assegno post divorzio: secondo la Cassazione bisogna abbandonare il concetto precedente di “tenore di vita matrimoniale” e passare a basarsi sull'”indipendenta e autosufficienza economica”.

 

Secondo la sentenza: "il rapporto matrimoniale si estingue non solo sul piano personale ma anche economico-patrimoniale, sicché ogni riferimento a tale rapporto finisce illegittimamente con il ripristinarlo, sia pure limitatamente alla dimensione economica del 'tenore di vita matrimoniale' in una indebita prospettiva di 'ultrattività' del vincolo matrimoniale".

 

Quindi se non c'è più il vincolo del matrimonio, perchè devono esserci vincoli economici?

Quindi, se la moglie ha già una sua indipendenza economica, oppure se è in età di lavorare e può procurarsela, perchè continuare a mantenerla?

Si tratta senza dubbio di una grande rivoluzione, legata ad un'abitudine che sussisteva praticamente solo in Italia.

 

E voi cosa ne pensate?

 



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Bonus Mamme: arriva l'assegno Inps!

 

Habemus Papam! Finalmente dall'Inps arriva la fumata bianca e l'assegno di 800 euro per le mamme è una realtà. Potrà essere richiesto da domani, 4 maggio da tutte le donne che hanno partorito a partire dal 1° gennaio 2017 o che sono in attesa o anche in caso di adozione o di affido di un minore

 

Chi può chiedere il bonus mamme

 

 

-Non ci sono limiti di reddito.

-Può essere richiesto da chi ha partortorito a partire dal 1°gennaio 2017, da chi è incinta e da chi ha adottato un bimbo.

-Nel caso dei gemelli, il bonus raddoppia, come in caso di doppia adozione.

 

Come fare domanda per il bonus mamme

 

 

Le richieste vanno inviate telematicamente: usando i servizi di www.inps.it, chiamando Contact Center Integrato al numero 803164 o infine tramite i patronati.  

 

I documenti per chiedere il bonus mamme

 

 

-Certificato originale o di copia autentica, del certificato rilasciato dal medico del servizio sanitario nazionale o convenzionato Asl.

 

- Per le sole madri non lavoratrici serve il numero identificativo a 15 cifre di una prescrizione medica emessa da un medico del Servizio sanitario nazionale o convenzionato, indicando il codice esenzione compreso tra M31 e M42 incluso.

 

-Se il parto è già avvenuto,  la madre dovrà autocertificare il codice fiscale del bambino.

 

-Le madri extracomunitare con permesso di soggiorno dovranno autocertificare il documento nella domanda telematica. 

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Hamlet: dal latte umano la cura per il cancro?

Presentato al XII Simposio Medela sull'allattamento al seno, Hamlet è la speranza per i pazienti oncologici. Si tratta di un complesso antitumorale derivato dal latte materno, privo di effetti collaterali, efficace su oltre 40 tipi di cancro.

 

Ed è stata una scoperta fatta per caso ad aprire questa strada incredibile e inaspettata. Ce lo ha raccontato la Prof. Catharina Svanborg, membro dell'Accademia reale svedese delle scienze dal 1997: da una ricerca sugli effetti antibatterici del latte materno, hanno scoperto che una frazione del latte induceva le cellule tumorali, letteralmente, a suicidarsi.

 

è stato identificato il complesso HAMLET (Human Alpha-lactalbumin Made Lethal to Tumor cells). Il fatto davvero straordinario, è che la morte cellulare riguarda esclusivamente le cellule tumorali, come dimostrato in pazienti con cancro alla vescica: il resto del tessuto resta perfettamente intatto. In pratica riassume in sè le caratteristiche del farmaco oncologico ideale, che richiede selettività ed efficacia.

 

Una volta che ci saranno abbastanza fondi per continuare la ricerca, il complesso HAMLET verrà testato su larga scala.

 

“Il processo sta avanzando secondo programma – spiega la prof.ssa Svanborg -. E’ presto per identificare una data in cui HAMLET diventerà un farmaco disponibile sul mercato, ma stiamo lavorando alacremente: abbiamo trovato le risorse per i primi test clinici alla fine del 2015, che sono stati condotti rapidamente e che ci hanno portato all’inizio della fase dello studio clinico. Confido nei finanziamenti che ci consentiranno di procedere e far diventare HAMLET un farmaco per i pazienti ammalati di tumore. Considerandone l'inizio fortuito, un semplice studio sulle proprietà antibatteriche del latte umano, questo progetto ha già percorso tanta strada”