Pasta funghi e pancetta arrotolata

Vi consiglio oggi un primo piatto saporito ma davvero d'effetto, la pasta con i funghi e la pancetta arrotolata.

 

Ricca di gusto, questa pietanza è uno di quei piatti da preparare quando si ha poco tempo da dedicare ai fornelli ma non si vuole però rinunciare al gusto. La pasta con i funghi e la pancetta arrotolata sarà sicuramente un gran successo. Economico e facile da realizzare, questo piatto piacerà sicuramente a grandi e piccini.

 

Non esitate comunque a servirla durante un pasto informale con amici, se servita con una spolverata di grana grattugiato sarà davvero perfetta.

Pasta funghi e pancetta arrotolata: gli ingredienti

100 g di pancetta arrotolata

450 g di funghi champignon freschi

2 spicchi d'aglio

400 g di penne rigate o del formato a vostra scelta

sale q.b.

acqua q.b.

Tempo: preparazione 15' circa – cottura 15' circa + cottura pasta

Difficoltà: bassa

 

Pasta funghi e pancetta arrotolata: il procedimento

 

Recidere la base dei funghi e spolverare via eventuali residui di terriccio con un pellino per alimenti, quindi affettarli. Tagliare finemente la pancetta, porla in una padella capiente e cuocerla a fuoco vivace fino a farla diventare croccante.

 

Togliere ora la pancetta e tenerla da parte. Sbucciare l'aglio e metterlo nella padella contenente il grasso della pancetta, aggiungere anche i funghi e far scaldare, versare quindi quasi due bicchieri d'acqua, regolare di sale e far cuocere mescolando spesso per circa quindici minuti.

 

Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata, scolarla al dente e mantecarla insieme al condimento aggiungendo eventualmente un filo di olio extravergine d'oliva.

 

Impiattare e servire subito la vostra semplice e deliziosa pasta funghi e pancetta arrotolata,

Mamma Ilaria, foodblogger salentina ma trapiantata in Toscana: appassionata di cucina e fotografia, la mia specialità le ricette semplici ed economiche.

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Food Nutrizione

Diabete gestazionale: ecco l'alimentazione corretta!

 

Intorno al secondo trimestre di gravidanza può svilupparsi il temutissimo DIABETE GESTAZIONALE. Si tratta di un’alterata tolleranza al glucosio provocata da un ormone placentare che interferisce con l’azione dell’insulina. Il pancreas reagisce con l’aumento di insulina, ma se questo non è sufficiente la donna soffre di una ridotta tolleranza al glucosio con aumento della glicemia.

 

Diabete gestazionale, le cause

 

Le cause possono essere ricercate nella familiarità, nel sovrappeso prima del concepimento o nell'eccessivo aumento in gravidanza, età superiore ai 35 anni oppure fumo. Le possibili conseguenze sono gravi sia per la madre (parto cesareo, aborto, produzione di anticorpi contro la tiroide), sia per il nascituro (ritardi nello sviluppo degli organi, eccessivo sviluppo del feto, parto pretermine). Qualora scopriste di soffrirne non allarmatevi!

 

Si può tranquillamente tenere sotto controllo assumendo, se necessario, insulina, praticando attività fisica moderata ma regolare, mantenendo il peso forma calcolato sul peso iniziale e seguendo una dieta sana.

 

Diabete gestazionale, cosa mangiare

 

Si consiglia innanzitutto di frazionare i pasti (4-5) evitando quindi di concentrare i nutrienti a pranzo e cena e regolarizzando così i livelli di glucosio nel sangue e di non saltare mai i pasti. Evitare cibi zuccherini (miele, dolci, gelato) e l’assunzione di troppi formaggi prediligendo quelli magri (ricotta, latte scremato). Limitate i carboidrati complessi (pizza, patate, pasta e pane fatti con farina bianca) preferendo quelli integrali. Sì a verdura e frutta evitando quella che contiene molto zucchero (fichi, banane e uva), legumi, carni bianche da favorire rispetto le carni rosse e pesce. Sostituire il burro con l’olio extra vergine di oliva. Limitare inoltre il consumo di sale e l’assunzione di caffè ricordando che la caffeina è contenuta anche nel tè, nel cioccolato e nelle bevande a base di cola.

A questo punto non ci resta che dire: diabete non ti temo!!!!! Buona gravidanza a tutte voi!

 

 

Food Nutrizione

Magnesio? Sì grazie!

 

Sempre più spesso viene consigliata l’integrazione del magnesio, soprattutto in questi periodi di “cambio stagione”. Ma è giusta? Prima di dirvi la mia vorrei che poteste essere voi stessi a darvi la risposta. E’ importante infatti conoscere il proprio corpo, i suoi segnali ed eventualmente le misure correttive da attuare (sempre sotto indicazione di un esperto).

 

Il magnesio è un minerale normalmente presente nel nostro organismo soprattutto a livello osseo. E’ inoltre coinvolto in tantissime attività biologiche tra cui quelle neuronali e muscolari (ricordiamo che il cuore è un muscolo). E’ perciò un elemento estremamente importante per il nostro benessere. Lo ritroviamo in molti alimenti: cereali integrali, legumi, frutta secca (soprattutto le mandorle), broccoli, zucca e tutte le verdure a foglia verde. In minor quantità nel latte, carne, cioccolato e caffè.

 

Non sarebbe quindi difficile raggiungere le dosi giornaliere necessarie (350mg) se si seguisse una corretta alimentazione, ma purtroppo ci sono fattori esterni che giocano un ruolo cruciale sulla sua assimilazione, se si considera poi che solo un terzo del magnesio introdotto con la dieta viene effettivamente assorbito e che il nostro organismo non dispone di una riserva di tale minerale. Tra questi fattori ritroviamo: sindrome premestruale, menopausa, stress, traumi psicofisici, eccessiva sudorazione (periodi estivi o attività fisica), dieta ricca in amido, consumo abituale di alcool, antibiotici.

 

Gli effetti di una sua carenza sono facilmente riconoscibili: stanchezza, crampi e spasmi muscolari, comparsa di macchie bianche sulle unghie, nervosismo, mal di testa e vertigini e, nei casi più gravi, problemi cardio-circolatori. Vi ritrovate in una di queste condizioni? Allora parlate con il vostro medico di base e valutate un’integrazione momentanea, alimentare e non, di magnesio. Io in realtà già iniziata.....periodo di notti in bianco (mamme mi capite!) e primo caldo che accuso subito!

 

P.S. è anche un ottimo antidepressivo!!!!!

 

 

Food Nutrizione

Il cibi della felicità

 

Lettori di "C’era una mamma" sapevate che esistono cibi che possono migliorare la vostra giornata? Ebbene sì! Preparate carta e penna e vai con la lista dei “cibi del buonumore”!

 

1.Il cioccolato

 

Partiamo dal famoso cioccolato, numero uno nella produzione dell’ormone della felicità: la serotonina. Attenzione però, deve essere rigorosamente fondente!

 

2. Il miele

 

Rimanendo sulle note dolci ecco arrivare al traguardo il miele che favorisce la calma, oltre che essere un potente antibatterico.

 

3. Le amarene

 

Ci sono poi le amarene che, grazie all’alta concentrazione di melatonina, favoriscono il sonno e tutti noi sappiamo, soprattutto le mamme, quanto renda felici una bella nottata passata a dormire serenamente. Consiglio di aggiungere questo frutto ad una coppetta di yogurt greco il quale contiene sostanze che stimolano il cervello a produrre neurotrasmettitori responsabili del buonumore. Se aggiungete un cucchiaino di miele e una spolverata di granella di nocciole create una vera e propria bomba della felicità!

4. Le nocciole

 

Le nocciole, come tutta la frutta secca, sono infatti ricche di sostanze, soprattutto acidi grassi omega-3, acido folico e magnesio che aiutano a combattere la depressione.

 

5. La banana, il mango, i mirtilli

 

Se si parla di frutta non possiamo dimenticare la banana, fondamentale per combattere stress e stanchezza, il mango che contrasta ansia e insonnia grazie alla presenza dell’amminoacido triptofano e i mirtilli.

 

6. Insalata e spinaci

 

Solitamente frutta e verdura camminano di pari passo ed infatti….insalata, spinaci e tutte le verdure a foglia verde sono ricche di un valido antidepressivo naturale: l’acido folico.

 

7. Cereali integrali

 

Ci sono poi alimenti che probabilmente mai avremmo pensato essere “cibi del buonumore”: i cereali integrali, che aiutano la motilità intestinale e diciamocelo…grandi soddisfazioni! In particolare il grano saraceno ricco triptofani e vitamina B6 coinvolti nella produzione di serotonina.

 

8. Uova, lenticchie e salmone

 

Troviamo inoltre le uova, ricche di magnesio, le lenticchie che stimolano la produzione di dopamina ed il salmone che contiene livelli record di vitamina D

Food Nutrizione

Celiachia: riconoscerla e curarsi

La celiachia è una patologia, spesso genetica, che coinvolge il nostro sistema immunitario il quale riconosce come agente estraneo una particolare proteina contenuta nel glutine, la gliadina. Questa reazione immunitaria ha come conseguenza l’infiammazione cronica dell’intestino tenue con successiva scomparsa dei villi intestinali, particolari “filamenti” coinvolti nell’assorbimento dei nutrienti, provocando malnutrizione e tutte le sue conseguenze.

 

Celiachia: i sintomi

 

Sebbene tale malattia si evidenzi sin dall’infanzia, non sono rari i casi in cui venga diagnosticata da adulti, addirittura negli over 60. Se ne distinguono tre forme: clinica, subclinica e silente. La prima è contraddistinta da diarrea, gonfiore addominale, vomito, stanchezza cronica, perdita di peso, rallentamento della crescita nel caso di bambini, anemie da carenza di ferro (più raramente anche di acido folico e vitamina B12) e stomatiti aftose.

 

Sospetta celiachia: vanno fatti gli esami del sangue

 

Le altre due forme sono invece caratterizzate da segnali non facilmente riconducibili alla patologia rendendola quindi difficilmente diagnosticabile se non per l’insorgenza di malattie extraintestinali come dermatite erpetiforme, tiroide autoimmune, artrite reumatoide ed epilessia legate alla propensione del soggetto alle malattie autoimmuni. In caso di sospetta celiachia la prima cosa da fare è un prelievo del sangue con ricerca degli anticorpi caratteristici della malattia e successivamente, se positivi, una biopsia duodenale. In entrambi i casi è importante che tali esami vengano effettuati durante un regime alimentare in cui il glutine è presente.

 

Celiachia: cosa evitare

 

L’unica cura disponibile è evitare cibi contenenti la proteina, di base molti cereali e i loro derivati: frumento, farro, kamut, orzo, malto (birra). Purtroppo però non è così semplice, infatti il glutine può essere sia un ingrediente che un contaminante di molti prodotti “insospettabili” laddove tali prodotti vengano elaborati in stabilimenti sfruttati per l’elaborazione dei cereali contenti glutine. E’ importante perciò leggere bene la lista degli ingredienti di qualsiasi prodotto si compri.