Parco nazionale Appennino-Tosco emiliano: ci abbiamo lasciato il cuore!

Ci sono, in giro per la nostra Italia, luoghi meravigliosi, con un’anima così profonda e bella, che quando riparti e te ne vai non puoi fare a meno di portarne un po’ con te.

Il Parco nazionale Appennino-Tosco emiliano è uno di essi. Un posto dove la Natura, la Storia e il fascino delle persone che vi abitano, sembrano congiurare per farti tornare il prima possibile a scoprirne un’altra parte. Il Parco nazionale Appennino-Tosco emiliano offre un’infinita varietà di luoghi, capaci di stupire tutti, grandi e piccoli. E si è rivelato nei giorni in cui vi ho soggiornato con il progetto Educational, assolutamente adatto anche a famiglie con bambini molto piccoli, tanto che con noi c'erano Filippo di due anni e Sofia di pochi mesi con i loro genitori. Il mio Tommy, che ha sei anni, ha affrontato ogni passeggiata con più grinta della sua mamma.IMG_20160625_082100 È difficile raccontare in poche righe tutto quello che abbiamo scoperto, ma io ci provo. Ecco allora la prima parte delle nostre avventure al Parco nazionale Appennino-Tosco emiliano!

Parco nazionale Appennino-Tosco emiliano: un po’ di storia

Il Parco Appennino è, come dicevamo, un insieme di luoghi e di persone, ma è anche un sito ricchissimo di cultura. Perché il Parco come lo vediamo oggi, è l’eredità del lavoro dei boscaioli e dei pastori, solo per citare due mestieri antichi che esistono tutt’ora. E' un luogo dove il folklore ti trascina e dove chi viene dal paese o dalla città puoi scoprire anche attraverso indizi divertenti, come è diversa la vita di chi abita qui. E Cultura sono anche le chiese, che spesso abbiamo incontrato minuscole e deliziose immerse nel verde dei boschi, i piccoli borghi fatti di case in mattoni, abilmente ricostruite da chi le abita adesso, e cultura è la natura stessa, come la Pietra di Bismantova che Dante ha cantato nella Divina Commedia insediandovi il Purgatorio. Un tratto distintivo del Parco, che ha raccontato Silvia Baglioni responsabile della comunicazione e che mi ha molto colpito, (e che la dice lunga su come è strutturato questo progetto), è senza dubbio la collocazione della sede. Nessuna sede centrale in una grande città o nel capoluogo di Regione, ma diverse piccole sedi sparse sul territorio, a diretto contatto con chi lo vive.

Parco nazionale Appennino-Tosco emiliano: il Lago Calamone e il Rifugio Venusta

Mettetevi comodi, perché i posti da scoprire sono tanti e belli. Si ha la sensazione, all’inizio, di restare quasi senza fiato. I colori dei boschi sono così accessi che non esiste filtro Instagram in grado di stare alla pari.  L’aria, spesso impregnata di ginestra e piante selvatiche come l’origano, ha un profumo che ubriaca di vita.20160624_120128 Anche i più pigri non possono resistere alle passeggiate che le bravissime guide presenti propongono: e così pure noi, una volta raggiunto il gruppo al bivio tra Ramiseto (che ora fa parte del Comune di Ventasso) e il Lago Calamone, abbiamo iniziato la salita. La strada è buona, per non dire ottima, e anche con un bimbo in passeggino si affronta alla perfezione. 20160624_121021La nostra guida, il simpatico e preparato Andrea Poletti, ci spiegato lungo tutto il percorso le origini del Lago Calamone, quali animali vivono in questi  boschi (e i bambini entusiasti scoprivano un’impronta dietro l’altra), ci mostrava albero centenari, preservati dall’intelligenza dei pastori che per centinaia di anni hanno vissuto in quei luoghi. 20160624_122048Poi improvvisamente ci si è mostrato il lago, ora ricco della vegetazione che gli regala quella colorazione rossastra, con in mezzo la statua della madonnina che veglia sull’ambiente circostante.   Abbiamo ascoltato le storie sui lupi, abbiamo scoperto i pascoli e le mucche che pigre brucavano l’erba. Abbiamo visto orchidee piccole e deliziose, più discrete e semplici di quelle che troviamo nei negozi, con un fascino intatto di genuità che ci ha rapito. 20160624_12283320160624_124322Andrea ci ha raccontato le leggende dei pastori che credevano che in una parte della montagna la notte si riunissero le fate a ballare, e ci ha fatto sorridere, mentre i bambini con gli occhi accessi cercavamo tracce di questo scorcio di magia. Quando lo stomaco si è fatto sentire siamo andati alla scoperta del Rifugio Venusta, ed è davvero difficile dire se fosse meglio lo gnocco fritto, 20160624_132022 la superba polenta,20160624_143632              

i dolci indimenticabile20160624_151626

o la straordinaria gentilezza dei proprietari. Il senso di famiglia fortissimo di Lucia Dania Tomasini, di Mirko, dei genitori ha finito per coinvolgere anche noi. 20160624_170031_002E poi abbiamo conosciuto la piccola Nicole e la sorella maggiore Melissa, che mi si è stampata nei ricordi, e che durante l’anno macina più di cento chilometri al giorno per andare a scuola e d’estate è sempre con  genitori e i nonni al rifugio. Ci ha accompagnato in giro per i prati raccontando la vita di qui con la grazia di un’Heidi adolescente e l’intelligenza di una persona che nella vita conquisterà parecchi traguardi. E mi ha fatto pensare che l’aria di quassù faccia davvero crescere bene. Insomma il rifugio Venusta e il Lago Calamone sono talmente belli che anche un certo Ligabue ogni tanto non resiste a passare di qua con la famiglia. ligaE chissà quali canzoni gli nascono in testa, in questi posti che lasciano noi senza parole?

 Parco Appennino: il coraggio di non mollare mai, qui a Succiso

Quando abbiamo salutato il Rifugio Venusta e il Lago Calamone, Andrea ci ha guidati fino a Succiso. E qui abbiamo fatto scoperto come le persone, anche di fronte al peggio, se vogliono possono rimboccarsi le maniche e cambiare tutto. C’era una volta Succiso, frazione di Ramiseto, stroncata da una frana. C’è oggi Succiso Nuova, completamente ricostruita, che ospita 65 persone in inverno e circa 500 in estate, che vive grazie alla Cooperativa “Valle dei Cavalieri”. 20160625_074209_001Hanno aperto un bar, un mini market, c’è il ristorante, e l’agriturismo, bellissimo e comodo (c'è anche la Spa!!!!) che si chiama la Valle dei Cavalieri come la cooperativa. C’è la produzione locale di pecorino 20160624_194055(e siamo stati a vedere la stalla), e una cucina che non ha nulla da invidiare a nessuno. Non ho mai visto Tommaso (che come si vede dalle foto non è certo un mangione) spazzolare una tale quantità di ravioli e carne. 20160624_215138                 E a cena, chiacchierando con il presidente del Parco Appennino Fausto Giovannelli, Luca Natale del Parco delle Cinque Terre, e Silvia Sacchini del Pat abbiamo scoperto questa  che sembra una favola, e invece è solo il frutto del lavoro di gente testarda che ha deciso di non far morire  il proprio paese. Passeggiando per le vie di Succiso 20160624_192451 abbiamo visto che ci sono tante casette nuove e bellissime che possono essere affittate per l’estate, c’è il campo da calcio e quello da tennis. Le persone qui sono ospitali e divertenti (e ci è sembrato di capire decisamente eco-friedly anche negli spostamenti ;)) , e io ogni volta che parlavo con qualcuno, mi veniva voglia di fargli un monumento, per il coraggio e la costanza. Insomma, un Parco nazionale Appennino-Tosco emiliano pieno di sorprese bellissime: per grandi e piccoli! (Il nostro viaggio alla scoperta del Parco nazionale Appennino-Tosco emiliano continua nei prossimi articoli!)  

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

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Viaggi

Hotel Residence Acquario: Molise da scoprire

(Post in collaborazione con l'Hotel Residence Acquario!)

 

Il Molise è una di quelle regione di cui si parla poco, ma che negli ultimi anni ha visto risvegliare un interesse sempre maggiore da parte dei turisti. Ci sono piccoli borghi dove il tempo sembra non passare, straordinari santuari, come quello neogotico di Castelpetroso ed eventi folkoristici che lasciano senza parole.

In mezzo a tutto questo c'è l’Hotel Residence Acquario che si trova vicino alla pineta di Campomarino, e quindi ad appena 200 metri dalla spiaggia.

 

L'Hotel Residence Acquario è davvero il luogo ideale per le vacanze in famiglia, già a partire dall'estate 2017, accogliente ma al tempo stesso tranquillo, perfetto per chi (come me) ha bimbi piccoli e ama le vacanze al mare.

Campomarino è conosciuta per essere una piccola meraviglia della costa molisana, dove l'acqua è pulitissima, a pochi chilometri dal Gargano. Anche chi si diletta di immersioni troverà i fondali di questi lughi decisamente imperdibili.

La spiagga (bandiera blu) dell' Hotel Residence Acquario è fatta di sabbia finissima, proprio quella che i bambini adorano. E pensata per loro c'è una zona dove animatori qualificati propongono ogni giorno musica, passatempi, tornei, mentre i genitori possono tirare un attimo il fiato

 

Ed ecco qualche numero dell' Hotel Residence Acquario: la struttura offre ben 80 camere, dispone di una sala ristorante da 300 posti, di 2 bar dove gustare gli eccellenti cocktail preparati dal personale, di 1 piscina con idromassaggio e zona baby, ma anche di un campetto polisportivo, di parco per bambini, di mini club e della possibilità di fare eccezionali escursioni.

 

Hotel Residence Acquario è pensato proprio come una struttura per famiglie con bambini, m anche per avere tra gli ospiti gite organizzate e gruppi, magari dipendenti di aziende pubbliche e private. E anche i piccoli amici a quattro zampe sono assolutamente bene accetti: il residence è totalmente petfrendly!

 

 

Ultimo, ma non meno importante, quando si parte con la famiglia, il prezzo è decisamente alla portata di tutti. Andate a visitare il loro sito: scommetto che sarà amore a prima vista, tra voi e l'Hotel Residence Acquario!



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Viaggi

25 cose fantastiche (più una) da fare a Bellaria Igea Marina e dintorni!

Abbiamo trascorso 4 giorni strepitosi a Bellaria Igea Marina, ospiti dell'Hotel San Salvador e di cose da fare non ne sono mancate. Perchè a partire dalle immediate vicinanze dell'albergo fino a a spostarsi con la macchina nel raggio di un'ora di distanza, abbiamo scoperto quante ricchezze (architettoniche, culinarie e turistiche) ci sono nei dintorni. Ed ecco 25 cose (più una) veramente fighe che abbiamo visto e fatto durante il nostro soggiorno, e che non dovete assolutamente mancare du fare: e quindi da Bellaria Igea Marina, a San Mauro Pascoli, a San Leo e Perticara ecco cosa non potete proprio perdere!

 

1.Passeggiare in bicletta per Bellaria Igea Marina. Un must: insomma non potete passare da queste parti senza aver fatto una sgambata in bicicletta. Non dovete preoccuparvi del parcheggio, fa bene alla salute e al 90% è tutta pianura. Insomma, mi sono divertita anche io che l'ultima pedalata l'avevo fatta nel '95.

 

2.Scoprire che l'amore è una Statua di due metri (da vedere al museo “Noi”). Nel bel museo comunale Noi, guidati da Martina, abbiamo osservato una dichiarazione d'amore che attraversava i secoli. La stupenda statua di una donna, schiava liberata, posta a perenne memoria da un uomo che doveva averla dorata davvero tanto. E, voi, uomini moderni, che pensate sempre di cavarvela con una cena fuori...

 

3.Mangiare le more al parco del Gelso. E farlo dopo aver osservato viali deliziosi, dinosauri spaventosi e paperelle tenerissime. Un vero cuore verde e pulsante di questa splendida cittadina.

 

4.Trovare un bunker tedesco nascosto nella terra. Grazie a Matteo, giovanissima guida che ci ha mostrato parte di Bellaria, abbiamo scoperto che nascosto vicino ad uno stabilimento balnerae c'è un bunker tedesco, da sistemare e portare alla luce. E ci siamo fatti seri, ripensando che nemmeno tanti anni prima, la guerra non era stata tenera con queste zone.

 

5.Osservare le conchiglie più belle del mondo. Chiara ci ha fatto fare un vero viaggio magico nel mondo della malacologia, visitanto la Torre Saracena che ospita appunto il museo delle conchiglie.

 

6.Scoprire che da Puro e Bio hanno il gelato alla lavanda. E quello al fico che ti lascia senza parole, e un pistacchio strepitoso e una nocciola commovente e...insomma, ci siamo capiti, vero?

 

7.Sedersi sul tronco di un albero abbattuto nella piazza di San Leo. E pensare che risale all'epoca di San Francesco, quando noi non eravamo nemmeno una scintilla negli occhi dei bisavoli più antichi.

 

8.Affacciarsi da una delle feritorie della Rocca di San Leo. E scoprire che il panorama è qualcosa che si può osservare ma si fa fatica a raccontare., tanto è bello.

 

9.Guardare la camera dove Cagliostro ha soggiornato 4 anni. E chiedersi come può un essere umano trascorrere da solo 1460 giorni senza diventare matto.

 

10.Fare a ritroso la strada che hanno fatto le guardie che hanno seppellito Cagliostro. E interrogarsi su come cavolo abbiano fatto a non ricordarsi più dove l'avevano messo. Insomma io mi perdo le chiavi, ma quelli si erano persi un cadavere.

 

11.Gustare tutte le specialità di San Leo in un unico posto. Che poi era il Museo dell'arte Sacra di San Leo, e durante il pranzo improvvisamente un turista ha iniziato a suonare in maniera magistrale il pianoforte a coda nella sala conferenze. Giuro che sembrava un film.

12.Fare una foto ai figli in posa come San Francesco. Si scherza, eh, ma erano talmente buffi che non abbiamo resistito! La statua la potete trovare nella bella collezione di Arte Sacra vicino la Rocca di San Leo.

 

13.Raccogliere la calendula nell'orto di Salvatore. E scoprire che si può mangiare in tanti modi diversi ed è deliziosa. Salvatore è il papà di Federico e Stefano, i proprietari dell'Hotel San Salvador, e grazie al suo lavoro che nonsi ferma un attimo, gli ospiti possono gustare i croccanti fiori di zucchi appena colti, i pomodori succosi, la salvia profumata, e persino la farina per le piadine è fatta con il grano coltivato da lui.

 

14.Impastare una piadina romagnola con una vera artista. Durante il soggiorno ci hanno messo alla prova, e la magica Mirella, deus ex machina della cucina del ristorante, ci ha fatto rimboccare le maniche e impastare la padina che abbiamo poi gustato a merenda. Gente, capisco perchè le donne romagnole siano così energiche: bisogna essere davvero toste per stendere una piadina!

 

15.Osservare la mimosa rosa di Giovanni Pascoli. E scoprire che la famosa pianta cantata dal poeta nel sua poesia “Romagna” fa davvero i fiori rosa (anche se D'Annunzio non ci credeva), ed è ancora lì, bellissima a colorare il giardino dove lui e la sua famiglia hanno trascorso tanto tempo.

 

16.Scoprire chi è l'inventore della cassetta delle lettere e del collegamento meccanico per i vagoni. E restare a bocca aperta quando ti dicono che è un altro Pascoli, cioè Giuseppe il fratello minore. Insomma una famiglia geniale, nelle grandi come nelle piccole cose.

 

17.Mettersi in piedi nel punto esatto dove si è inginocchiato Giulio Cesare una volta passato il Rubicone. Sapevate che questo luogo si trova nei giardini di Villa Torlonia? Io no, l'ho scoperto quando l'ho visitata!

 

18.Visitare Villa Torlonia. E immergersi in un edifico le cui fondamenta sono su questa terra da tempo immemorabile, dove i grandi della storia, che siamo abituati a incontrare solo nei libri, hanno camminato, sono vissuti e sono morti. Davvero una grande emozione.

 

19.Passeggiare di sera per Belleria e vedere che la vita comincia a 60 anni. Perchè il bello di questo paese, è che che c'è spazio per il divertimento di tutti: dai bambini, ai ragazzi, a chi è più in là con gli anni. Di sera ci sono tantissimi eventi, c'è sempre musica e voglia e divertirsi.

 

20.Bere un mojito al peperoncino. Sempre all'Hotel Salvador, mentre i bambini erano nello spazio giochi con la simpatica Chiara, noi potevamo stare seduti in relax sui divanetti davanti l'Hotel. C'era la musica, c'era un'aria deliziosa in qui giorni di gran caldo, e ogni sera c'era una sorpresa diversa. E devo dire che il mojito al peperoncino è stata davvero una scoperta deliziosa!

 

 

21.Visitare Skypark. È uno dei parchi avventura più grandi e belli d'Italia. I ragazzi che se ne occupano sono bravi, cordiali e simpatici, e sanno come metterti subito a tuoi agio. Dicendo cose tipo “Ehi, è il mio primo giorno di lavoro, ma sto imparando e FORSE l'imbracatura non ti si sgancerà” oppure “Dai questi sono simpatici, gli diamo l'atterzzatura che non si spacca”. Menzione d'onore a Stefano, che ha una grazia e un sorriso speciale, in grado di conquistare la fiducia dei bambini!

 

22.Lanciarsi da un albero gridando “Geronimo”. Io soffro di vertigini. Ma non poco: tantssimo. Non mi affaccio nemmeno dal terrazzo di mia madre, che è al secondo piano di casa. Ma qui mi sentivo così al sicuro che ho affontato un percorso anche io e ce l'ho fatta!!!!! Ed è stato divertente!! Alla fine mi sono lanciata con la carrucola da un albero, da un'altezza di 5 metri. Un miracolo.

 

23.Alloggiare in un albergo totalmente baby friendly. L'Hotel San Salvador ha un'attenzione davvero elevata al benessere dei bambini. Noi che abbiamo sempre viaggiato con i figli al seguito (anche quando erano piccolissimi) ci siamo a volte imbattuti in strutture dove era difficile avere un riso in bianco per i bimbi. Qui invece c'è un angolo intero della sala da pranzo dedicato ai bambini. Ci sono a disposizione pastine e omogenizzati, e il microonde per scaldare il latte. Non solo: se nel cuore della notte il bimbo ha fame, mamma e papà hanno liberamente accesso alla cucina per preparargli da mangiare. Tutte attenzioni davvero squisite!

 

24.Essere amici dell'ambiente anche in vacanza. Quante bottogliette d'acqua berrete quando siete fuori per un qualche giorni con i bimbi? Noi Tante. Ed è tutta plastica che va nella spazzatura (senza contare i conti). All'Hotel San Salvador appena arrivi ti regalano una borraccia con un chip di riconoscimento, che puoi riempire a tuo piacimento della loro loro acqua. Fantastico!

 

25.Gustare solo cose deliziose. Il paradiso? Un posto fantastico e pieno di musica: ma con la cucina dell'Hotel San Salvador! Ogni piatto che abbiamo gustato, dalla colazione alla cena (compresa la speciale pizza a lunga levitazione) meritava una Ola. A pensarci ancora mi commuovo. In quale alto posto vi aspettano tutte le mattine i biscotti appena sfornati? Grande Mirella e bravi tutti!

 

26.Conoscere persone stupende. La sensazione che abbiamo avuto, è sempre stata quella di non essere ospiti di un albergo, ma di una famiglia accogliente e gentile. Stefano e Federico, i proprietari, e Salvatore il capostipite, con il loro sorriso, le loro piccole e grandi attenzioni a noi e a Matilde e Tommaso, ci hanno lasciato davver una impressione indelebile. E lo stesso vale per tutte le persone che di cui si circondano per offire un servizio impeccabile, da Mirella, deus ex machina della cucina a Tonia, la nostra guida speciale in quei giorni, a Chiara che si occupa dell'animazione per i bimbi e che i miei piccoli hanno adorato. Ma anche di tutte le p

 

 

Grazie a loro la nostra esperienza a Bellaria Igea Marina è stata davvero speciale: e non vediamo l'ora di tornare!

 

ps. Presto vi racconterò in maniera più approfondita tutte le tappe della nostra vacanza!

Viaggi

Sardegna: ecco le spiagge a misura di bambino

Sardegna: ecco le spiagge a misura di bambino

 

Sapevate che esistono spiagge a misura di bambino, certificate dai pediatri italiani? Da meno di un mese sono uscite le classifiche con le Bandiere verdi delle spiagge italiane, che indicano ai genitori in cerca del posto migliore per andare in vacanza, tutte le caratteristiche perfette per avere una spiaggia adatta ai propri figli.

 

Spiagge a misura di bambino: ecco le caratteristiche

 

Ma come devono essere queste spiagge? E quali sono le qualità che i pediatri ritengono assolutamente da non tralasciare?

  1. Primo: la sicurezza. Dovete scegliere una spiaggia attrezzata con bagnini e scialuppe di salvataggio, con personale quindi che sia in grado di intervenire nel caso (che speriamo non si verifichi mai) di un'emergenza.

  2. L'acqua deve essere pulitissima, ma soprattutto bassa vicino alla riva. Bocciate le spiagge, seppure meravigliose dove l'acqua diventa immediatamente profonda.

  3. Meglio la sabbia che i sassi: è più comoda per i bambini e permette loro di giocare a costruire castelli di sabbia e fare tanti altri giochi.

  4. Ci deve essere uno spazio chiosco, dove poter prendere bibite fresche per rinfrescare il bambino.

 

Le Bandiere verdi Italiane, selezionate tra le bandiere blu, sono per questo 2017 per 134: e sono state scelte in tutte le regioni italiane che hanno uno sbocco sul mare. Tra le regioni più gettonate non poteva mancare la Sardegna.

 

Spiagge in Sardegna a misura di bambino: ecco dove andare

Sono circa una ventina le spiagge sarde perfettamente adatte ai bambini: possiamo dire che avete solo l'imbarazzo della scelta.

C'è ovviamente Alghero, in provincia di Sassari, ma anche Castelsardo-Ampurias, con la sua sabbia finissima color crema e un'acqua limpidissima e ricca di fauna marina, che incanterà senza dubbio i più piccoli. Anche in provincia di Nuoro troviamo tante spiagge interessanti, come Is Aruttas-Mari Ermi, San Teodoro, Marina di Orosei-Berchida-Bidderosa, quest'ultima famosa per i suoi scogli di granito rosa che si affacciano su un mare di smeraldo.

Continuano a girare per la meravigliosa Sardegna alla ricerca di spiagge a misura di bambino troviamo poi Bari sardo a Ogliastra, come anche Tortolì - Lido di Orrì e Lido di Cea, con i suoi splendidi faraglioni. In provincia di Carbonia-Iglesias c'è poi Cala Domestica, Carloforte-Isola di San Pietro: La Caletta - Punta Nera - Girin – Guidi, mentre altri luoghi assolutamente da scoprire sono Capo Coda Cavallo a Olbia, La Maddalena-Punta Tegge-Spalmatore e Santa Teresa di Gallura a Olbia Tempio, Oristano - Torre Grande e Santa Giusta a Oristano, e infine Poetto e Quartu Sant'Elena a Cagliari.

 

Volete scoprire tante altre informazini interessanti sulla Sardegna? Potete visitare questo link: http://www.traghettiper-sardegna.it/tp-magazine/natura-sardegna-info/

 

 

Sardegna: come arrivare

 

In Sardegna ci possiamo arrivare con l'aereo o con il traghetto, e quest'ultimo è davvero comodo se decidiamo di spostarci poi con la nostra macchina. Per scoprire orari e tratte e prenotare online traghetti per la Sardegna  basta visitare il link: https://www.traghettiper-sardegna.it/prenotazioni-traghetti-per-la-sardegna/ all'interno del sito trovate la possibilità di sapere subito il costo e confrontare opzioni differenti per scoprire l'offerta migliore e più economica, insomma il modo perfetto di viaggiare per i bambini alla volta di questa isola meravigliosa.

 

 

Allora, partiamo?

Viaggi

Sognando la Sicilia... con i bimbi!

Chiudete gli occhi e immaginate di partire per una vacanza. A che luogo state pensate? Io, confesso, vorrei tanto visitare la Sicilia, regione che non conosco di persona ma che ospita angoli assolutamente incantevoli. E ovviamente vorrei andarci con la famiglia, per poter mostrare a Tommaso e Matilde quanto è straordinaria la nostra Italia.

 

Adesso che sono un po' cresciuti possono affrontare tranquillamente questo viaggio, che faremmo in macchina: e fino a Napoli da dove arriviamo noi sono circa 4 ore e mezzo.

Una volta giunti nella città partenopea, prenderemo i traghetti per la Sicilia  per affrontare la traversata: e con pochi click è possibile effettuare una prenotazione online, sapendo ovviamente in anticipo quanto si spenderà sia all'andata che al ritorno.

 

Ora non resta che programmare il viaggio, e oltre alle meraviglie per noi grandi, come la Valle dei Templi di Agrigento e la Cappella Palatina di Palermo, il nostro itinerario non potrà che essere ricco di spunti interessanti per i miei bimbi: ecco allora alcune cose imperdibili per i bimbi da scoprire in Sicilia. A partire dal mare!

 

Spiagge da scoprire con i bimbi

 

Come non parlare di Scoglitti? Fondale marino basso fino a 30 metri dalla spiaggia, sabbia dorata e poco vento. Insomma il luogo ideale dove fare il bagno con i nostri piccoli! Lo stesso vale per Casuzze, in provincia di Ragusa, dove poter mangiare nei ristorantini lì vicino il pesce appena pescato. I miei figli adorano la natura, e quindi assoltamente da visitare è Porto Palo di Menfi (Agrigento), che oltre ad avere una spiagga da sogno è vicina alla straordinaria Riserva Naturale delle Foci del fiume Belice. Anche Vendicari, in provincia di Siracusa, è una spiaggia dalla sabbia bianca e finissima, circondata da una riserva naturale assolutamente da visitare.

E quando siamo stanchi del mare, sempre che qualcuno se ne possa stancare davvero, del mare di Sicilia, per i bambini sono a disposizione i Parchi Tematici.

 

 

Parchi tematici in Sicilia: imperdibili!

 

Etnaland, in provincia di Catania è il più grande della Sicilia che garantisce il massimo divertimento a bimbi di tutte le età. Ci sono 23 diverse strutture tra scivoli, piscine e toboga, un fiume che attraversa la Jungla da sfidare su un battello, la Funivia da cui osservare lo spettacolo dell'Etna e il Parco dei Dinosauri, in pratica l'ultimo che manca a Tommaso, che da grande vuole fare il paleontologo e che portiamo a visitare ogni mostra disponibile sull'argomento.

 

 

Pe gli amanti dell'acqua a Monreale, vicino Palermo, c'è l'Acqua Park Monreale, immenso parco acquatico, che permette di fare tante divertenti esperienze, dai classici scivoli, ai tornei, dll'acquagym, ed è presente anche una piscina per i bimbi più piccoli chiamata la conchiglia.

 

A Castanea, in provincia di Messina, c'è Fantasilandia, il paradiso degli amanti dei gonfiabili: con un distinguo rispetto ai classici gonfiabili che troviamo a tante feste di compleanno. In quelli studiati per Fantasilandia infatti, che sono gonfiabili, tappeti elastici e playground, c'è la possibilità di mettere alla prova la propria coordinazione e resistenza.

 

E questi sono solo alcuni dei luoghi splendidi e delle attrazioni che la Sicilia offre ai bambini (e ovviamente ai grandi)! E poi non ci resterà che goderci questi luoghi incantati. Spero il prima possibile!

 

 

Immagine da Wikipedia: Di gnuckx - 310 gnuckx Isola Bella-Taormina-Messina-Sicilia-Italy-castielli_CC0_HQ, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24526842

 

Post in collaborazione con Prenotazioni24!