La valigia dell'ospedale: il consiglio dell'ostetrica!

Verso la fine della gravidanza, quando il fatidico momento si sta per avvicinare, tra i mille pensieri della futura mamma c’è anche quello dell’ organizzazione della valigia: che cosa mettere? Cosa servirà a me? Cosa al bambino? Allora vediamo insieme cosa occorre preparare e cosa potrebbe servire di solito, durante il soggiorno in ospedale.

 

La valigia dell'ospedale: cosa mettere per la mamma

 

Generalmente la degenza della mamma e del neonato varia in media dai 2 ai 5 giorni, in base al tipo di parto che si è avuto (spontaneo o cesareo) e salvo complicazioni. In questi giorni per la mamma è decisamente necessario un abbigliamento comodo, quindi ben vengano pigiami e tute; per il periodo del travaglio/parto/prime ore dopo il parto, io non consiglio indumenti troppo elaborati o delicati, in primo luogo perché si sporcheranno e in secondo luogo perché in quei momenti bisogna dare la priorità alla comodità.

 

Quindi vanno benissimo canottiere, T-shirt, è vietato l’uso del reggiseno, lasciamo il corpo libero privo di limitazioni, slip monouso, assorbenti grandi da post parto o mutande assorbenti, è da suggerirne una buona quantità in quanto le perdite i primi giorni saranno abbondanti.

 

Dopo il parto sono da prediligere le camicie da notte, il pantalone risulterebbe scomodo per andare in bagno o per i controlli da effettuare con l’ostetrica, per la parte superiore è consigliabile sceglierla aperta sul davanti per facilitare l’allattamento e il contatto pelle a pelle tra il bambino e il vostro corpo. Ovviamente occorreranno altresì asciugamani piccoli e grandi, quello che può essere necessario per l’igiene e la cura della persona, tazza/bicchiere e posate per mangiare.

 

La valigia dell'ospedale: cosa mettere per il bimbo

 

Per il neonato invece l’abbigliamento va scelto in base al periodo di nascita: è vero che bisogna tenere i bambini al caldo, ma la loro termoregolazione è come la nostra, perciò niente ciniglia nei mesi estivi, ma gestite la scelta dei tessuti in base al periodo dell’anno. Appena nato il bambino ha bisogno solo di pannolino e cuffietta per tenere a caldo la testa (la più grossa fonte di dispersione di calore), i calzetti sono opzionali; questo perché nelle prime ore dopo il parto si consiglia di fare il contatto pelle a pelle mamma/bambino.

 

Successivamente saranno necessari 4/5 cambi, cioè parliamo di tutine (intere o spezzate) e magliettine intime o body, calzettini, cuffiette e pannolini a volontà; per chi volesse va bene il cotone e/o salviettine come ausilio alla pulizia del bambino e una copertina dove avvolgerlo mentre lo si tiene in braccio. Non sono necessari biberon, a meno che non abbiate deciso per l’allattamento artificiale; ciuccio, le prime settimane sarebbe opportuno non utilizzarlo; paracapezzoli, coppette per il seno, tiralatte ecc… aspettate a comprarli perché sono ausili personali che vanno acquistati in determinati momenti soprattutto in base a come prosegue il vostro allattamento e quindi a quelle che sono le vostre reali necessità.

 

 

Concludendo vorrei fare una piccola postilla sulle liste che consegnano nei negozi pre-maman e per l’infanzia, fate attenzione perché spesso sono mosse commerciali che vogliono solo spingervi a fare più acquisti possibili, alcune volte dicono che sono liste fornitegli direttamente dai vari punti nascita, ma non è cosi quindi state in guardia; è molto meglio andare direttamente nell’ospedale dove andrete a partorire e farvi guidare da loro su cosa è necessario mettere in valigia, anche perché può essere diverso da presidio a presidio.

Laureata in ostetricia, ha un master universitario di primo livello: risponde a tutti i vostri dubbi su gravidanza, allattamento e cura del bambino.

Ti potrebbe interessare

Cose da mamme Gravidanza

Nausea in gravidanza: come combatterla?

 

In pole-position tra i disturbi più comuni durante la gravidanza, soprattutto nei primi tre mesi, troviamo nausea e vomito.

 

Nausea in gravidanza: tutta colpa degli ormoni

 

A me è capitato con la seconda gravidanza. I colpevoli sono gli ormoni, in particolare la gonadotropina corionica umana (HCG). La sua quantità tende ad aumentare in modo assai consistente fino al terzo mese di gravidanza, per poi diminuire e infine stabilizzarsi (intorno alla sedicesima settimana di gestazione) fino al momento del parto.

 

Di conseguenza, già intorno alla dodicesima settimana, la nausea si attutisce fino a scomparire, anche se in alcuni casi può durare per tutti i nove mesi. La credenza popolare accusa invece i capelli del nascituro. Sebbene non ci creda devo ammettere che Matilde è nata con tantissimi capelli!

 

Nausea in gravidanza: limone e acqua frizzante

 

Augurandovi di non soffrirne vi propongo qualche dritta per mandare questi disturbi in ultima fila! Nonostante sembri un paradosso è l’acqua che normalmente potrebbe stimolare il vomito. Bere acqua frizzante invece, con l’aggiunta di un po’ di limone spremuto, aiuta a combatterla. Il limone ha infatti un alto potere digestivo, basta succhiarne una fetta appena si avverte il senso di nausea.

 

Nausea in gravidanza: fate colazione a letto

 

Anche la menta ha la sua stessa caratteristica. Importante poi è la gestione dei pasti; in gravidanza la nausea si accentua con la fame, per questo motivo si consiglia di fare più pasti al giorno con cibi nutrienti piuttosto che tre pasti sostanziosi. La nausea mattutina va combattuta prima di alzarsi dal letto facendo uno spuntino a base di carboidrati, ad esempio cracker secchi, fette biscottate, dolci di riso, pane tostato. Evitare invece le bevande che aumentano l’acidità dello stomaco come il caffè e la spremuta d’agrumi. Inoltre uno studio del 2011 ha scoperto che lo zenzero combatte la nausea in gravidanza e riduce anche gli episodi di vomito.

 

(fine prima parte)

 

Cose da mamme Bebè

Il bambino podalico

 

Alla fine della gravidanza il bambino si dovrebbe collocare nella posizione più giusta al parto vaginale, e cioè, con la testa verso il basso e le natiche e i piedini verso l’alto.

Nel 3-4% dei casi però non è cosi e ci troviamo di fronte a un feto podalico, cioè con le natiche e/o i piedini verso il basso e la testa verso l’alto.

Solitamente il bambino ha ancora modo di girarsi spontaneamente fino alla 32-34° settimana di gestazione, successivamente a quest’epoca è più difficile.

 

Fattori di rischio della posizione podalica

 

La presentazione podalica può verificarsi con diversi fattori di rischio, che sono:

-          Parto pre termine

-          Abbondante o scarso liquido amniotico

-          Gravidanza gemellare

-          Placenta previa

-          Giri di cordone ombelicale o brevità di funicolo

-          Età materna avanzata

-          Abitudine materna al fumo

-          Bambino con basso peso alla nasscita

-          Malformazione uterine o fetali

Quando ci troviamo di fronte a un feto podalico, la via di nascita suggerita è quella del taglio cesareo, come viene consigliata nelle Linee Guida del Ministero della Salute, esso in una gravidanza fisiologica non deve avvenire prima delle 39 settimane di gestazione; questo perché attraverso il taglio cesareo si ha una minore insorgenza di complicazioni neonatali e un minor rischio di mortalità neonatale.

 

Far girare spontaneamente il bambino

 

Esistono però delle metodiche per cercare di far girare spontaneamente il bambino prima di ricorrere a un taglio cesareo, e sono:

-          Manovra di rivolgimento manuale: deve essere eseguita da un operatore ESPERTO, essa avviene attraverso delle manipolazione dell’addome sotto guida ecografica, viene effettuata dalla 37° settimana di gestazione in poi in determinate condizioni sia materne che fetali e NON è una procedura esente da rischi per mamma e bambino.

 

-          Maxibustione (MOXA) / Agopuntura / Agopressione: è una pratica della medicina tradizionale cinese, la sua tecnica consiste, attraverso l’uso di un sigaro di artemia, nel stimolare quei meridiani collegati all’utero cosi da indurre il bambino a girarsi, c’è da dire però che non esistono molte evidenze sulla riuscita di tale procedura.

 

-          Tecniche posturali: sono degli esercizi per far assumere al bacino della mamma una posizione sollevata al fine di creare più spazio al bambino affinchè riesca a girarsi; ad esempio abbiamo la posizione a 4 zampe dove le spalle si trovano più basse rispetto al bacino o la posizione supina con dei cuscini sotto le natiche; anche per questa metodica non ci sono varie evidenza a supportarla.

 

 

Insomma future mamme le tecniche per far cambiare posizione al vostro bimbo al fine di sperare in un parto naturale sono molte, ma quello che è molto importante è la vostra sicurezza e quella di vostro figlio, perciò se lui sta seduto comodo-comodo e non resta altro che ricorrere al taglio cesareo, non preoccupatevi questo non cambierà affatto il vostro essere Donne e soprattutto Madri. 

Cose da mamme Bebè

La cura del cordone ombelicale

Il cordone ombelicale è quell’organo che collega il bimbo alla placenta ed è un importante mezzo di passaggio del sangue ricco di ossigeno e nutrienti di cui il feto ha bisogno per crescere nella pancia della mamma.

 

Esso viene reciso alla nascita e ne viene lasciato un piccolo pezzettino (moncone) attaccato alla pancia del bambino; quest’ultimo si seccherà e cadrà da solo nell’arco di due settimane circa…ma nel frattempo come curarlo?

 

Cordone ombelicale: cura e igiene

 

La cura e l’igiene del moncone ombelicale è importante in quanto se ne faciliterà il distacco e in secondo luogo è fondamentale per evitare l’instaurarsi di infezioni. Il cordone rimasto non ha fibre nervose, manipolarlo non farà alcun male al bambino; esso subirà un vero processo di disidratazione (o mummificazione) cambierà diverse volte colore, si passerà da un verde-giallastro al nero, la medicazione del cordone va fatta un paio di volte al giorno, o comunque ogni volta che la si vede sporca o bagnata.

 

Cura cordone ombelicale

 

1.    Lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone sia prima di procedere alla medicazione, che dopo averla effettuata;

2.       Togliere il pannolino e la medicazione precedente e procedere alla detersione dalla base del cordone per tutta la sua lunghezza, attraverso una garza sterile imbevuta di alcol o disinfettante;

3.       Ripetere l’operazione con una garza asciutta per asciugare bene eventualmente tutta la zona;

4.       Rimettere il pannolino pulito lasciando il cordone fuori, più prende aria e prima si asciuga;

5.       Una volta caduto il moncone (evento che deve avvenire spontaneamente evitando trazioni), la ferita va continuata a medicare per alcuni giorni fino alla completa cicatrizzazione.

 

Cura cordone ombelicale: quando preoccuparsi?

Se si nota arrossamento e gonfiore nella zona intorno all’inserzione del cordone, se si verifica la presenza di pus o comunque secrezioni giallastre maleodoranti, se insorge febbre nel bambino o se passate 3-4 settimane il cordone non si è ancora staccato.

 

 

In questi casi è sempre bene consultare il pediatra, perché potrebbe esserci un infezione ed è importante intervenire tempestivamente per evitarne la diffusione.

Cose da mamme Gravidanza

Il parto indotto

 

Il parto indotto è una stimolazione artificiale del travaglio e può avvenire attraverso tecniche manuali o farmacologiche.

Quando si fa?

 

Sono 3 le condizioni in cui si ricorre all’induzione del travaglio:

 

1.       Gravidanza protratta: siamo tra la 41 e la 42 settimana di gestazione (ci sono protocolli da ospedale a ospedale), la placenta sta invecchiando e il liquido amniotico si sta riducendo, ci sono rischi materno-fetali a far proseguire la gravidanza;

2.       Rottura prematura delle membrane (PROM): il travaglio viene indotto dopo un tot. di ore dalla rottura del sacco amniotico (anche qui è a discrezione del punto nascita, in genere possiamo dire da un lasso di tempo che va dalle 12 alle 24h), questo perché viene compromessa la sterilità dell’ambiente uterino;

3.       Patologie della gravidanza: ci sono diverse condizioni patologiche che posso portare all’induzione anticipata del parto tra cui, il diabete, l’ipertensione, riduzione del liquido amniotico, alterazioni placentari, colestasi gravidica, ecc.

 

Quali sono le tecniche di induzione?

·         Tecniche non farmacologiche:

1.Scollamento delle membrane. Si stacca il sacco amniotico dalla superficie uterina, per sollecitare la produzione delle prostaglandine e l’inizio dell’attività contrattile.

2.“Palloncino”.  Attraverso un catetere che viene introdotto in vagina fino al collo dell’utero e poi gonfiato con soluzione fisiologica, si induce la maturazione e la dilatazione cervicale, lo scollamento delle membrane e il conseguente rilascio di prostaglandine.

3.Amnioressi. E’ la rottura meccanica del sacco amniotico, non si fa mai per avviare il travaglio, ma può essere un ausilio quando il travaglio è avviato ma progredisce in maniera lenta e difficoltosa.

 

·         Tecniche farmacologiche:

 

1.“Fettucina di prostaglandine”. E’ una garzina imbevuta di prostaglandine che viene posta in vagina all’altezza del collo dell’utero.

2. Gel alle prostaglandine. E’ un gel vaginale che ha lo stesso meccanismo d’azione della fettuccina, quello del rilascio di prostaglandine.

3.Ossitocina.  Si utilizza quando il collo dell’utero è già ben preparato al travaglio, viene somministrata per via endovenosa ed agisce direttamente sull’attività contrattile.

 

La tecnica di induzione viene scelta in base alle condizioni cliniche della donna, ma soprattutto in base alla situazione locale attraverso la valutazione del Bishop Score, che tiene in considerazione le condizioni del collo dell’utero e della presentazione del bambino.

I tempi di innesco del travaglio dopo induzione sono variabili, spesso mi viene chiesto se sia più doloroso, in realtà no, ma la percezione che si ha è sicuramente più forte di un travaglio spontaneo, perché è molto più irruento e vengono prodotte meno endorfine per “bilanciare” la situazione; ma non abbiate paura affidatevi al familiare e all’ostetrica che sarà li con voi che saprà consigliarvi sicuramente come affrontare al meglio questo fase cosi delicata.