La banalità del male

 

 

Laura Taroni è l'infermiera accusata di aver ucciso insieme all'amante complice, un numero imprecisato di pazienti, presso l'ospedale di Saronno.

Moglie e madre, la Taroni avrebbe assassinato il marito con un cocktail letale di farmaci e sarebbe stata pronta a fare la stessa cosa con i figli.

 

In un mondo in cui i social network hanno preso una parte così importante nella nostra vita, è semplice andare a sbirciare l'esistenza di questa donna: o almeno la sua esistenza online. Con l'occhio di clinico di chi del virtuale ha fatto il suo lavoro, sono andata sul suo profilo, e metodicamente ho cercato di osservare quale fosse il comportamento di una persona che nella vita reale era in grado di commettere atti tanto terribili.

 

E mi è tornato subito alla mente il libro della scrittrice Hannah Arendt "La banalità del male", in cui racconta il processo a Eichmann, una delle figure alla base del genocidio ebraico durante la seconda guerra mondiale, eppure allo stesso tempo un uomo dalla normalità inquietante.

 

Perchè dal profilo di Laura si vedono le cose che siamo abituate a vedere in tutti i profili. E allora si scopre che era un'amante degli animali, che aveva già deciso cosa votare al referendum. Che lei che ha probabilmente ammazzato anche la suocera, era contro la violenza sulle donne.

 

Ma la cosa che mi ha veramente colpito, era la quasi totale assenza di riferimenti personali. Ci sono una lunga sequela di link condivisi, di parole di altri. Praticamente mai un suo cenno su nulla, come se fosse solo la cassa di risonanza di qualcun'altro.

 

Le pochissime parole che ho trovato, agghiaccianti nella loro normalità, sono sulla foto di uno dei suoi figli, il più grande. “Già alle medie...ti voglio bene”. Un bimbo a cui la madre aveva già ucciso il padre, con cui parlava di morte come noi parleremmo di quello che si è fatto a scuola, un figlio che novello Isacco, ha rischiato di essere sacrificato sull'altare di un amore assolutamente folle.

 

 

Un'ultima nota, che sarebbe ironica se non fosse terribile: Laura amava giocare a Crimimal Case. Ma stavolta il caso risolto, è stato il suo.

 

 

 

 

La foto viene dal suo profilo Fb.

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

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Finlandia: le scatole che insegnano ad essere genitori

Voi mettereste un bebè a dormire in una scatola? Se avete qualche dubbio sappiate che in Finlandia lo fanno da molto tempo: e anche in New Jersey hanno deciso di seguire questa interessante abitudine.

 

Tutti i bambini che nasceranno nel 2017 riceveranno infatti dallo Stato in omaggio una scatola deliziosa, che contiene tutta una serie di prodotti di prima necessità, ma anche body e abitini per i primi tempi. Essi sono stati scelti dalle autorità sanitarie per dare le giuste indicazioni ai genitori sulle necessità dei bimbi.

Una volta tirati fuori i prodotti, la scatola diventa una culla.

 

Ma come nasce l'idea della scatola? Arriva dalla Finlandia degli anni '30, un paese poverissimo: ma qui lo Stato aveva deciso di sostenere allo stesso modo tutti i bambini, ricchi o poveri. Con il passare degli anni la scatola è diventata un dono beneaugurante, che serve però alle autorità a dare indicazioni ai genitori, dai pannolini alle creme, compresi i preservativi (eddai non ci scandalizziamo!!)

 

Alla fine, quello che conta quindi non è la scatola in sé, ma il messaggio che porta: educare gli adulti ad essere genitori. Starà ai papà e alle mamme aggiungere tutto il resto per crescere un figlio felice!

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Prevenzione e Sicurezza: Mustela incontra le famiglie

E' un progetto interessante e da non perdere quello che Mustela porta avanti per tutelare la salute e la sicurezza dei bimbi e delle loro famiglie. Oltre a realizzare da tanti anni prodotti in grado di tutelare la pelle, organizza un tour itinerante che a partire dal mese di Marzo e per tutto il 2017 farà tappa nelle principali città italiane, incontrando le famiglie, parlando di prevenzione e insegnando le manovre di soccorso in caso di soffocamento per ostruzione da corpo estraneo delle vie aeree in età pediatrica (da 0 a 8-12 anni).

 

Ecco i temi trattati all' interno dell'evento dal titolo “BIMBI SICURI”, con la presentazione speciale di Francesca Senette:

 

Pelle: Protezione & Prevenzione, a cura del Dr. Massimo Agosti, neonatologo

La pelle è la prima protezione nei confronti dell’ambiente esterno, è fragile e necessita di cure specifiche

Vaccini: a cura del Dr. Massimo Agosti, pediatra e neonatologo

Fare chiarezza su un tema così attuale è necessario per la salute della società

Prevenire Mangiando: a cura di Marco Bianchi, divulgatore scientifico Fondazione Umberto Veronesi, cuoco amatoriale tra libri e TV.

Lo stile di vita e le abitudini hanno un impatto fondamentale sulla salute di ognuno

Prevenire la SIDS: a cura di Salvamento Academy

Regole internazionali per la riduzione del rischio della morta in culla--Academy

Consigli pratici per evitare gli incidenti in età pediatrica

Sicurezza a tavola: a cura dello Chef Dario Picchiotti

Tecniche su come presentare il cibo ai nostri bambini

Manovre di disostruzione: a cura di Salvamento Academy

Presentazione e prove pratiche

 

Stefano Palazzoni, direttore di Laboratoires Expanscience Italia, dichiara: “Siamo molto orgogliosi di questo progetto. Poter formare i nostri target ci consente di fidelizzarli e affermare il posizionamento “esperto” di Mustela. Aver intrapreso una collaborazione sulla prevenzione e sul pronto soccorso rappresenta per noi un modo per affermare l’impegno sociale di Mustela che si prende cura dei bisogni di mamme e bebè.

 

Il calendario prevede le seguenti date:

 

GENOVA, 19 Marzo

TORINO, 2 Aprile

NAPOLI, 23 Settembre

ROMA, 29 Ottobre

PALERMO, 19 Novembre

 

Maggiori informazioni e iscrizione su:

http://www.maisonmustela.it

 

e

  

http://club.mustela.it/club/eventi

 

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Asili aperti di sera: che ne pensate?

Brianza decisamente avanti: sono ben 11 i Comuni che una sera al mese resteranno aperti danno la possibilità ai genitori di lasciare i bambini e regalarsi un'uscita di coppia.

Non tutte le coppie hanno la possibilità di fare affidamento sui nonni e magari sono restie a chiamare una baby- sitter: ma adesso potrano affidare i bambini alle maestre dalle 19.30 alle 22.30, il tutto al costo di 15 euro. Anche per i bimbi sarà una serata alternativa: potranno giocare con i loro amichetti e ad un certo punto le educatrici metteranno il pigiama e li prepareranno per la nanna. Il servizio è dedicato ai piccoli dai 3 mesi ai sei anni e non per forza iscritti all'asilo. 

E voi che ne pensate: è una buona idea?

 

 Ecco i Comuni interessati:  Besana Brianza, Brivio, Cisano Bergamasco, Cornate d’Adda, Lomagna, Mandello Lario, Olginate, Lecco, Osnago, Renate e Sotto il Monte.

 

 

 

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Vi meritate solo l'estinzione

Ci sono giorni in cui penso che l’estinzione sia l’unica soluzione giusta. Almeno quella di buona parte di noi italiani.

 

Ma prima di continuare vi racconto i fatti. A Bologna una giovane mamma, dottoranda universitaria, doveva partecipare ad un convegno di cui era relatrice. Aveva con sé il figlio di pochi mesi. Il bimbo, affamato, aveva iniziato a piangere e lei è andata a cercare una saletta dove poter allattare. Ma è stata allontanata da un custode perché lì non si potevano introdurre cibi e bevande.

 

E qui capisco il vero problema della fuga dei cervelli: il dramma è quando i cervelli vanno e i corpi restano.

La notizia, pubblicata dal Corriere della Sera, ha sollevato un’ondata d’indignazione. Ma a favore del custode, e non della mamma!!

 

Leggere i commenti lascia basiti. C’è gente che la chiama esibizionista, c'è chi dice che bisogna chiudersi in casa per mesi finchè il bambino è autonomo, chi che allattare è una cosa disgustosa per quelli che guardano, chi infine che se il bambino piangeva fino a casa non moriva di sicuro.

 

Ecco: cari commentatori del Corriere, io vi auguro un giorno, tra una trentina d’anni, di spezzarvi un femore, andare in ospedale e beccare quell’ex neonato che vi dice che se soffrite per qualche ora, mica vi fa male.

 

A voi, false moraliste, che la date via come non fosse vostra e poi vi scandalizzate per un bimbo che mangia, auguro un giorno di rimanere senza pensione, perché non vi meritate che a pagarla siano i bambini di oggi.

 

La disumanità, l’egoismo e la cattiveria, soprattutto femminile, mi hanno fatto capire che davvero le donne sono le prime nemiche delle donne. E auguro a tutte quelle signore di non farsi venire mai in mente l’idea di avere un figlio, perché possano vivere sempre senza aver mai saputo quanto possa essere doloroso il pianto di un bambino affamato. Ma anche quanto possa essere meraviglioso guardarlo negli occhi.

 

 

Ecco. Estinguetevi.