Cesareo: 5 cose stupide che si dicono alle mamme

Sono passati anni dalla nascita dei miei figli, arrivati dopo due cesarei. Ma la cosa che ricordo come più dolorosa è stata l'ignoranza della gente. E mi chiedo che cosa spinga le persone, e in genere le donne a dirti cose per cui varrebbe l'arresto immediato. Io ne ho una collezione, ed ecco le chicche peggiori che mi sono state regalate: se dovete incontrare una mamma che ha fatto il cesareo, leggetevele bene e tenetele a mente.

 

1.Se non senti le doglie del parto, non amerai mai tuo figlio.  

 

 Questa è decisamente la migliore: me lo disse la mamma di una conoscente, quando ero al settimo mese di gravidanza di Tommaso. Perchè evidentemente c'è una correlazione scientifica tra l'amore per i pargoli e lo strazio del parto. Più punti metti e migliore sarai come mamma. Mavafangulo.


2.Ma che ne sai tu, di che significa partorire?

 

Quando si sta con le altre mamme, ad un certo punto si arriva sempre a parlare di parti. E tu mamma con il cesareo te ne stai un po' a testa bassa in un angolo e se provi a dire che anche rimettersi in piedi dopo un cesareo non è una passeggiata, arriva la bordata di quella (poretta eh) che ha fatto 30 ore di travaglio, a cui hanno messo abbastanza punti da portarsi a casa tutto il catalogo del supermercato che con gli occhi di fuori ti dice: ma tu, che ne sai di che significa partorire??


3.Tanto non allatterai mai!

 

Gli uccelli del malagurio ci sono sempre: e quando sanno che stai per fare un cesareo scuotono la testa e ti dicono...prepara il biberon, che dopo il cesareo non si allatta. Prova ne sono i miei figli, allattati quasi un anno e mezzo.


4.Il cesareo non è doloroso.

 

Certo, infatti è una passeggiata di salute. C'è un'equipe medica che ti taglia fino all'osso e poi dopo qualche ora ti dice: forza signora, in piedi che poi sta meglio! E i tuoi addominali devastati non vedono l'ora di rimettersi al lavoro!


5. Fai il cesareo perchè hai paura di partorire.

 

Allora: ci sono mille motivi per cui puoi fare un cesareo. C'è l'urgenza di salvare te e tuo figlio in una situazione di pericolo. C'è, come nel mio caso, una malattia grave che spinge i medici non voler rischiare nulla. Ci potrebbero essere problemi psicologici gravi, e allora è meglio un'operazione (comunque rischiosa) di un parto naturale. Quali che siano le motivazioni, chi sei tu per giudicare?

 

Quali che siano i motivi del vostro parto cesareo, sappiate che la maternità non è una gara a chi soffre di più. Che l'unica cosa che conta è che voi e vostro figlio stiate bene. Che a lui non può fregare di meno di essere uscito da una pancia o da una vagina.

Ma soprattutto sappiate che in ogni caso siete mamme fantastiche: e tutto il resto è noia!

 

 

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

Ti potrebbe interessare

Blog

Di nuoto e sensi di colpa

Qualche giorno fa, uscendo dal nuoto, a Matilde sono venuti giù due lacrimoni. Mi manca tanto la danza, mi ha detto. E ora le mie scarpine saranno diventate troppo piccole e non potrò indossarle più. Io stavo guidando e mi sono sentita un peso dentro. Eppure l'avevo fatto per lei. Nuotare fa bene, doveva servire a farle passare la paura dell'acqua, e visto che le nostre estati sono sempre al mare, sarebbe stata più al sicuro, sapendo nuotare. E lei ci si era impegnata. Ogni martedì si metteva la cuffietta, sfidava le sue paure ed entrava in acqua. Ma lo faceva per me. Dopo ogni tuffo, ogni bracciata, la vedevo alzare la testina per controllare se l'avevo vista, se la stavo guardando, se era stata brava.

 

Poi un paio di giorni fa sono capitata a guardare un programma, che nella sua assurdità mi ha letteralmente ipnotizzato. Si chiamava Little Miss America. Ci sono madri che trascinano figlie recalcitranti a fare concorsi di bellezza. Mettono l'auto abbronzante, i denti finti, le extension. Le vestono come adulte in miniatura. Invece di farle giocare le costrigono ad ore di prove, con balletti di pessimo gusto e movenze che io, da adulta, mi vergognerei a fare. Parliamo di bambine di 4, 5, 10 anni. Che nelle camerette non hanno nemmeno un libro, ma solo corone e fasce. Che conoscono il valore dei soldi meglio di me, e pretendono dollari dai genitori per farsi riprendere e fare interviste. Parliamo di bambine non bambine, che preferirebbero stare a pescare e invece devono ballare e ancheggiare.

 

Niente di più lontano da me e Matilde. Eppure la faccia di quelle bimbe mi ha ricordato un riflesso negli occhi della mia. Il suo pensare: lo faccio per te.

 

Ecco, allora basta così. Per tutto il resto della vita ci saranno cose che dovrai fare per gli altri. Ma a 4 anni, se per essere felice bastano un body e un po' di musica, dobbiamo solo ringraziare Dio.

 

 

E si torna a danza.

Blog

La mamma sta male

 

Bambini, a volte la mamma non sta bene. O sta troppo bene.

 

Ci sono giorni in cui ha gli occhi che luccicano, e voi capite che potrebbe fare qualsiasi cosa. La mattina si sveglia prestissimo e voi fate colazione con i biscotti appena sfornati. Ride e scherza, canta in macchina mentre vi porta all'asilo e a scuola. Nello zaino c'è tutto, e magari ha messo pure due merende nel caso una non vi piacesse. È la mamma che senza preavviso vi dice “Andiamo a mangiare un gelato?” E anche se è gennaio fa il giro della provincia per mettervi davanti una coppa di pistacchio.

È una mamma che cucina sempre di più e mangia sempre di meno, che pulisce come non ci fosse un domani, che batte furiosa sui tasti del computer per non perdere tutte le idee strepitose che le nascono in testa. È la mamma che non dorme mai.

È la mamma che si trucca, si mette il rossetto rosso e la matita, i vestiti belli che piacciono a papà.

È la mamma attaccata al telefono, che chiama le amiche che non sente da mesi perchè vuole uscire e andare a bere un mojito. È come una discesa dalle montagne russe, fantastica ma che un po' fa paura.

 

Poi un giorno succede come alle macchine quando finisce la benzina.

 

La sveglia suona e suona e lei non si alza. Poi lo fa quando inizia ad essere tardi. Si è scordata di prepare i vestiti, e sceglie il meno peggio appoggiato sulle sedie. Lascia gli scuri chiusi, non si pettina, nemmeno si specchia. Ha un velo sugli occhi, abbraccia e bacia, ma è come un robot. Per fare colazione si mangia quello che c'è idem con la merenda. A volte si arriva a scuola senza zaino e poi corre a riportarlo.

È la mamma che non ha più parole, che ha smesso di cantare. Fissa lo schermo per ore, senza pensieri, senza idee. Sembra tutto finito. A volte piange. Va in camera sua, affonda la testa nel cuscino e lo fa diventare zuppo di lacrime. Se potesse non toglierebbe mai il pigiama.

Questa è la mamma che mangia di nascosto, vorace e persa. E via cioccolata e patatine, che prima nemmeno toccava. È la mamma che si siede a fatica vicino a papà, che quando le chiedi qualcosa non sa più la risposta, che non parla più con nessuno. Che fa arrabbiare e offendere le persone perchè scompare dall'oggi al domani.

Questa è la mamma che ogni mattina si veste e poi indossa un enorme zaino pieno di grossi sassi, che le rallentano il passo e la fanno andare avanti tutta curva.

 

Poi un giorno la mamma ha capito che vivere così era troppo doloroso. È andata da una signora e ha iniziato a parlare. Parla, parla tantissimo. Parla del suo papà morto troppo presto, delle cose che la fanno stare male e di quelle che la fanno stare bene. Ci sono giorni in cui torna a casa e sembra quasi che non ci sia.

Però la mamma ha iniziato a combattere. A guardare in quello zaino e cercare di buttare via qualche sasso. La strada è luuuuuuuuuuunghissima.

 

Ma se voi la tenete per mano, ce la farà.

 

 

Blog

I veri coach? I nostri figli!!

Da un po' di tempo a questa parte si sentono tutti coach.

Ma tutti eh.

Su 10 persone che ti chiedono l'amicizia sui social, 8 vorranno sicuramente allenarti a fare qualcosa: dimagrire, diventare più bella, guadagnare milioni di euro, elevare lo spirito, prendere in mano le redini della tua vita.

Io ogni volta che sento qualcuno che crede di essere un coach, mi scappa da ridere. Perchè i coach quelli veri, quelli in grado di farti ribaltare il mondo, ce li abbiamo già in casa: e sono i figli!

 

 

Coach alimentari

 

Prima di aspettare un figlio siamo abituate a mangiare quello che vogliamo. Già dalla gravidanza improvvisamente scopriamo che comanda lui: ha preso saldamente le redini dello stomaco e improvvisamente un cibo che odiavamo diventa il nostro preferito. O viceversa.

E una volta nato prima t'impone la regola ferrea de “Occhio che stai allattando” e poi ti fa vivere d'avanzi (e che fai, lo butti??? l'ha solo toccato un po' il bimbo...)per il resto della vita.

 

Coach sportivi

 

Durante la gravidanza il figlio sa che dobbiamo fare taaaaanto moto e così ci costringe ad andare in bagno ogni mezz'ora per mesi. Una volta nato potremo anche scordarci il colore del divano e la forma del letto. Ma la vera svolta sarà quando inizierà a camminare: i figli hanno già impostato il programma “Non facciamo sedere mamma MAI PIU'” che i motivatori fisici gli spicciano casa.

 

Coach caratteriali

 

Avete un carattere remissivo e faticare a relazionarvi con gli altri? TRANQUILLE: l'arrivo del figlio vi trasformerà da dolce gattino in Tigre siberiana. Provate a chiederlo a vostro marito, quando timidamente osa dire “ Ma veramente mia mamma mi ha detto che dovresti fare così...e non come fai adesso”. O alla signora in fila alla cassa che mette bocca su tutto. O alla mamma della piccola belva ai giardianetti. Insomma: per i figli il carattere si trova eccome!

 

Coach motivazionali

 

Ci sono giornate in cui siamo talmente stanche che non scendereremmo nemmeno dal letto . Per fortuna ci pensano i figli a motivarci: basta pensare che se facciamo tardi a portarlo a scuola ce lo ritroviamo sul groppone per tutto il giorno che le motivazioni tornano al galoppo.

 

 

E diciamocelo...questi, di coach, sono davvero adorabili!

Blog

Non giudicate una neo-mamma!

Ehi, dico a te. Sì proprio a te che sei appena diventata mamma.

A te che fai i conti con il dolore, le emozioni, gli ormoni, la stanchezza, e anche un po' con il fatto che il baricentro della tua vita si è spostato, et voila' non sei più il centro il del mondo.

 

Adesso, oltretutto, ti aspetta un'ulteriore battaglia: avresti potuto risparmiartela, se Dio avesse distribuito più intelligenza, e invece ti tocca fare i conti con i giudizi delle persone che hai vicino.

Io non lo so se nella testa di certa gente ci sia l'idea di essere d'aiuto, oppure se hanno della cattiveria repressa da scaricare su qualcuno: fatto sta che tu, oltre a tenere in piedi il rapporto con un compagno forse ancora più spaventato di te e che deve scappare subito al lavoro, oltre a tornare a casa e sentirti un po' come sospesa, perchè anche a volerlo tantissimo un figlio, quando poi ce l'hai davvero non è mai come te lo eri immaginato, dovrai affrontare questi capolavori d'indelicatezza.

 

A che serve una suocera che con un sorrisetto acido ti chiede se il tuo latte è abbastanza nutriente?

A che serve la vicina che con la faccia da funerale ti fa notare che in una casa così disordinata lei non ci vivrebbe mai?

A che serve l'amica che ti guarda come un'aliena e ti dice che forse è il caso di reiscriversi in palestra?

 

Ecco, te lo sei detto da sola: a niente.

E anche se ti fanno rabbia, anche se ti viene da piangere, ti svelo un segreto: il loro modo di trattarti dice tutto di loro e nulla di te.

 

E sai di cosa ha bisogno adesso tuo figlio? Di una mamma serena.

 

Quando ti nasce un figlio capisci esattamente come sono fatte le persone: e agli sguardi storti preferisci gli sguardi del tuo bimbo.

 

Quelli sì che sono pieni d'amore!