Ricetta per la merenda: Biscotti al cocco

Volete preparare una deliziosa merenda per i bambini ma avete poco tempo? La ricetta dei biscotti al cocco è quello che fa per voi!

 

Biscotti al cocco: ricetta semplice e veloce!

 

Preparare i biscotti al cocco è infatti semplicissimo e molto veloce, vi occoreranno solo una ciotola ed una spatola. I biscotti al cocco vi soprenderanno anche e soprattutto per la loro semplice bontà. Ideali per essere gustati al pomeriggio insieme ad una buona tazza di tè, sono adatti però per essere consumati in qualsiasi momento della giornata per saziare attacchi di fame improvvisa.

 

Biscotti al cocco: ingredienti

 

Ingredienti: 100 gr di farina di cocco

50 g di zucchero di canna

50 g di burro

50 g di farina 00

1 uovo

1 cucchiaino di lievito per dolci

zucchero a velo q.b.

Tempo: preparazione 5' + 1 h di tempo di riposo + cottura 15'

Difficoltà: bassa

 

Biscotti al cocco: procedimento

 

Porre il burro in una ciotola e farlo ammorbidire a temperatura ambiente, quindi unirlo allo zucchero e lavorare il tutto con una spatola ottenendo una cremina. Aggiungere ora la farina di cocco, amalgamare ed unire anche l'uovo. Dopo aver mescolato il tutto, aggiungere infine la farina e il lievito per dolci. Amalgamare fino a formare un panetto, porlo su un foglio di carta stagnola e lavorandolo con le mani dargli la forma di un ciclindro stretto e lungo (l'impasto risulterà molto appicicoso quindi è consigliabile lavorarlo con dei guanti in lattice). Avvolgere l'impasto nella carta stagnola e porlo a rassodare in frigrifero per circa un'ora. Trascorsa la quale foderare una teglia con la carta forno, riprendere il composto e formare i biscotti tagliando il ciclindro a fette spesse circa mezzo centimetro. Porre i biscotti nella teglia in precedenza foderata e cuocerli in forno caldo a 180° per quindici minuti.

A cottura ultimata i biscotti risulteranno ancora morbidi, sfornarli comunque subito e porli a raffreddare su una gratella.

 

Avete realizzato i vostri biscotti al cocco? Gustateli pure insieme ai vostri bimbi...e buon appetito!

Mamma Ilaria, foodblogger salentina ma trapiantata in Toscana: appassionata di cucina e fotografia, la mia specialità le ricette semplici ed economiche.

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Food Nutrizione

Diabete gestazionale: ecco l'alimentazione corretta!

 

Intorno al secondo trimestre di gravidanza può svilupparsi il temutissimo DIABETE GESTAZIONALE. Si tratta di un’alterata tolleranza al glucosio provocata da un ormone placentare che interferisce con l’azione dell’insulina. Il pancreas reagisce con l’aumento di insulina, ma se questo non è sufficiente la donna soffre di una ridotta tolleranza al glucosio con aumento della glicemia.

 

Diabete gestazionale, le cause

 

Le cause possono essere ricercate nella familiarità, nel sovrappeso prima del concepimento o nell'eccessivo aumento in gravidanza, età superiore ai 35 anni oppure fumo. Le possibili conseguenze sono gravi sia per la madre (parto cesareo, aborto, produzione di anticorpi contro la tiroide), sia per il nascituro (ritardi nello sviluppo degli organi, eccessivo sviluppo del feto, parto pretermine). Qualora scopriste di soffrirne non allarmatevi!

 

Si può tranquillamente tenere sotto controllo assumendo, se necessario, insulina, praticando attività fisica moderata ma regolare, mantenendo il peso forma calcolato sul peso iniziale e seguendo una dieta sana.

 

Diabete gestazionale, cosa mangiare

 

Si consiglia innanzitutto di frazionare i pasti (4-5) evitando quindi di concentrare i nutrienti a pranzo e cena e regolarizzando così i livelli di glucosio nel sangue e di non saltare mai i pasti. Evitare cibi zuccherini (miele, dolci, gelato) e l’assunzione di troppi formaggi prediligendo quelli magri (ricotta, latte scremato). Limitate i carboidrati complessi (pizza, patate, pasta e pane fatti con farina bianca) preferendo quelli integrali. Sì a verdura e frutta evitando quella che contiene molto zucchero (fichi, banane e uva), legumi, carni bianche da favorire rispetto le carni rosse e pesce. Sostituire il burro con l’olio extra vergine di oliva. Limitare inoltre il consumo di sale e l’assunzione di caffè ricordando che la caffeina è contenuta anche nel tè, nel cioccolato e nelle bevande a base di cola.

A questo punto non ci resta che dire: diabete non ti temo!!!!! Buona gravidanza a tutte voi!

 

 

Food Nutrizione

Magnesio? Sì grazie!

 

Sempre più spesso viene consigliata l’integrazione del magnesio, soprattutto in questi periodi di “cambio stagione”. Ma è giusta? Prima di dirvi la mia vorrei che poteste essere voi stessi a darvi la risposta. E’ importante infatti conoscere il proprio corpo, i suoi segnali ed eventualmente le misure correttive da attuare (sempre sotto indicazione di un esperto).

 

Il magnesio è un minerale normalmente presente nel nostro organismo soprattutto a livello osseo. E’ inoltre coinvolto in tantissime attività biologiche tra cui quelle neuronali e muscolari (ricordiamo che il cuore è un muscolo). E’ perciò un elemento estremamente importante per il nostro benessere. Lo ritroviamo in molti alimenti: cereali integrali, legumi, frutta secca (soprattutto le mandorle), broccoli, zucca e tutte le verdure a foglia verde. In minor quantità nel latte, carne, cioccolato e caffè.

 

Non sarebbe quindi difficile raggiungere le dosi giornaliere necessarie (350mg) se si seguisse una corretta alimentazione, ma purtroppo ci sono fattori esterni che giocano un ruolo cruciale sulla sua assimilazione, se si considera poi che solo un terzo del magnesio introdotto con la dieta viene effettivamente assorbito e che il nostro organismo non dispone di una riserva di tale minerale. Tra questi fattori ritroviamo: sindrome premestruale, menopausa, stress, traumi psicofisici, eccessiva sudorazione (periodi estivi o attività fisica), dieta ricca in amido, consumo abituale di alcool, antibiotici.

 

Gli effetti di una sua carenza sono facilmente riconoscibili: stanchezza, crampi e spasmi muscolari, comparsa di macchie bianche sulle unghie, nervosismo, mal di testa e vertigini e, nei casi più gravi, problemi cardio-circolatori. Vi ritrovate in una di queste condizioni? Allora parlate con il vostro medico di base e valutate un’integrazione momentanea, alimentare e non, di magnesio. Io in realtà già iniziata.....periodo di notti in bianco (mamme mi capite!) e primo caldo che accuso subito!

 

P.S. è anche un ottimo antidepressivo!!!!!

 

 

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Il cibi della felicità

 

Lettori di "C’era una mamma" sapevate che esistono cibi che possono migliorare la vostra giornata? Ebbene sì! Preparate carta e penna e vai con la lista dei “cibi del buonumore”!

 

1.Il cioccolato

 

Partiamo dal famoso cioccolato, numero uno nella produzione dell’ormone della felicità: la serotonina. Attenzione però, deve essere rigorosamente fondente!

 

2. Il miele

 

Rimanendo sulle note dolci ecco arrivare al traguardo il miele che favorisce la calma, oltre che essere un potente antibatterico.

 

3. Le amarene

 

Ci sono poi le amarene che, grazie all’alta concentrazione di melatonina, favoriscono il sonno e tutti noi sappiamo, soprattutto le mamme, quanto renda felici una bella nottata passata a dormire serenamente. Consiglio di aggiungere questo frutto ad una coppetta di yogurt greco il quale contiene sostanze che stimolano il cervello a produrre neurotrasmettitori responsabili del buonumore. Se aggiungete un cucchiaino di miele e una spolverata di granella di nocciole create una vera e propria bomba della felicità!

4. Le nocciole

 

Le nocciole, come tutta la frutta secca, sono infatti ricche di sostanze, soprattutto acidi grassi omega-3, acido folico e magnesio che aiutano a combattere la depressione.

 

5. La banana, il mango, i mirtilli

 

Se si parla di frutta non possiamo dimenticare la banana, fondamentale per combattere stress e stanchezza, il mango che contrasta ansia e insonnia grazie alla presenza dell’amminoacido triptofano e i mirtilli.

 

6. Insalata e spinaci

 

Solitamente frutta e verdura camminano di pari passo ed infatti….insalata, spinaci e tutte le verdure a foglia verde sono ricche di un valido antidepressivo naturale: l’acido folico.

 

7. Cereali integrali

 

Ci sono poi alimenti che probabilmente mai avremmo pensato essere “cibi del buonumore”: i cereali integrali, che aiutano la motilità intestinale e diciamocelo…grandi soddisfazioni! In particolare il grano saraceno ricco triptofani e vitamina B6 coinvolti nella produzione di serotonina.

 

8. Uova, lenticchie e salmone

 

Troviamo inoltre le uova, ricche di magnesio, le lenticchie che stimolano la produzione di dopamina ed il salmone che contiene livelli record di vitamina D

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Celiachia: riconoscerla e curarsi

La celiachia è una patologia, spesso genetica, che coinvolge il nostro sistema immunitario il quale riconosce come agente estraneo una particolare proteina contenuta nel glutine, la gliadina. Questa reazione immunitaria ha come conseguenza l’infiammazione cronica dell’intestino tenue con successiva scomparsa dei villi intestinali, particolari “filamenti” coinvolti nell’assorbimento dei nutrienti, provocando malnutrizione e tutte le sue conseguenze.

 

Celiachia: i sintomi

 

Sebbene tale malattia si evidenzi sin dall’infanzia, non sono rari i casi in cui venga diagnosticata da adulti, addirittura negli over 60. Se ne distinguono tre forme: clinica, subclinica e silente. La prima è contraddistinta da diarrea, gonfiore addominale, vomito, stanchezza cronica, perdita di peso, rallentamento della crescita nel caso di bambini, anemie da carenza di ferro (più raramente anche di acido folico e vitamina B12) e stomatiti aftose.

 

Sospetta celiachia: vanno fatti gli esami del sangue

 

Le altre due forme sono invece caratterizzate da segnali non facilmente riconducibili alla patologia rendendola quindi difficilmente diagnosticabile se non per l’insorgenza di malattie extraintestinali come dermatite erpetiforme, tiroide autoimmune, artrite reumatoide ed epilessia legate alla propensione del soggetto alle malattie autoimmuni. In caso di sospetta celiachia la prima cosa da fare è un prelievo del sangue con ricerca degli anticorpi caratteristici della malattia e successivamente, se positivi, una biopsia duodenale. In entrambi i casi è importante che tali esami vengano effettuati durante un regime alimentare in cui il glutine è presente.

 

Celiachia: cosa evitare

 

L’unica cura disponibile è evitare cibi contenenti la proteina, di base molti cereali e i loro derivati: frumento, farro, kamut, orzo, malto (birra). Purtroppo però non è così semplice, infatti il glutine può essere sia un ingrediente che un contaminante di molti prodotti “insospettabili” laddove tali prodotti vengano elaborati in stabilimenti sfruttati per l’elaborazione dei cereali contenti glutine. E’ importante perciò leggere bene la lista degli ingredienti di qualsiasi prodotto si compri.