Bambini e giochi: attenzione alla sicurezza

In ogni momento della loro giornata i bambini sono alle prese con i giocattoli più diversi, che spesso vengono regalati con il cuore da parenti e amici, o comprati da noi. Purtroppo non sempre al momento dell'acquisto si ha a prontezza di controllare l'etichetta per scoprire se si tratta di oggetti a norma e adatti alle varie fasce di età.

Ecco allora qualche consiglio su come tenere al sicuro i nostri bambini.

 

Età: la prima cosa da controllare è che l'età del bambino rientri tra quelle indicate nell'etichetta del gioco. Per un bimbo molto piccolo le parti che si smontano possono risultare decisamente pericolose.

Attenzione al prezzo: se un gioco costa poco poco, varrà anche poco poco. Sarà fatto con materiale scadente e potrebbe mettere in pericolo la salute dei vostri bambini.

Istruzioni: leggetele attentamente, anche se pensate che il gioco si monti al volo. In fondo quei fogli non servono solo a riempire la scatola

Marchio CE: in assenza di questo Marchio, il gioco non è affidabile e non fa decisamente né per voi né per vostro figlio.

Imballaggio: spesso i bambini trovano più interessante la scatola che contiene il gioco che il gioco stesso. Attenti alla plastica e a tutte le parti che dovete tenere lontano per evitare pericoli.

Giocare insieme: non è solo un momento importante il gioco condiviso, ma è anche l'occasione per vedere se i bambini fanno un uso appropriato del loro nuovo gioco.

 

Insomma, via libera ai giochi, ma solo a quelli più sicuri!

 

 

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

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Salute

Pap Test e prevenzione

 

Il Pap Test è l’esame principale dello screening contro il tumore al collo dell’utero nella donna.

Il tumore al collo dell’utero è il secondo tumore più frequente nella popolazione femminile, esso colpisce circa 3500 donne l’anno solo in Italia.

Il responsabile di questo tumore è l’ HPV - Human Papilloma Virus, che si trasmette maggiormente per via sessuale ed è frequente soprattutto nelle persone giovani.

 

Il Pap Test dovrebbe essere effettuato da tutte le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, ogni 3 anni; questo intervallo è sufficiente a far si che tra un controllo e l’altro non si sviluppi un tumore, ma questa tempistica ha l’effetto collaterale di individuare lesioni che magari regredirebbero da sole spontaneamente e che invece vengono comunque trattate.

 

Il Pap Test consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero - tramite una spatola e una piccola spazzolina - che vengono poi analizzate al microscopio per evidenziare la presenza di eventuali cellule anomale e lo sviluppo di lesioni pretumorali.

Se il risultato risultasse negativo la risposta viene inviata a casa, altrimenti verrete contattate dal centro screening della vostra area di competenza che poi vi consiglierà degli esami di approfondimento come la colposcopia con eventuale, se necessaria, biopsia per vedere la presenza, l’estensione e le caratteristiche esatte della lesione sospetta.

 

Attualmente si sta prendendo una diversa rotta per quanto riguarda lo screening, introducendo dopo i 30 anni l’HPV test, che mira alla ricerca diretta dello Human Papilloma virus, dato che è la principale causa delle sviluppo delle lesioni tumorali.

Se quest’ultimo risultasse positivo allora si farà il Pap test e tutte le altre indagini di screening necessarie; questo esame non è consigliato prima di questa fascia di età, perché individuerebbe molte lesioni che la maggior parte delle volte sono destinate a scomparire da sole.

 

Il Pap Test è un esame che va fatto ed è di fondamentale importanza per la nostra salute, spesso può far paura, ma anche di fronte a un risultato positivo dobbiamo pensare a quanto importante è la prevenzione e capire che si riesce a guarire scoprendolo in tempo.

 

Ricordiamoci che la prevenzione è l’unico nostro mezzo per prevenire e sconfiggere questa tremenda malattia chiamata tumore.

Salute

Pelle atopica: progetto LIPIKAR FAMILIES

Parliamo di tendenza atopica della pelle quando ci riferiamo ad un tipo di pelle secca, che non produce abbastanza lipidi e non riesce a mantenere quella che dovrebbe essere l'idratazione naturale. Abbiamo una pelle secca, che tira e dà prurito,  necessitando di una buona idratazione.Quando  la pelle è molto secca, presenta segni di atopia con placche rosse eczematose, pruriti, infiammazioni, secrezioni.

 

Qual 'è la causa di questo tipo di pelle?

Dietro alla pelle atopica possono esserci sia fattori ambientali che genetici. Non ci sono cure mediche per riottenere la giusta idratazione della pelle: l'unica soluzione è l'utilizzo di creme idratanti di ottima qualità, senza profumo e ipoallergeniche. Una buona crema deve non solo riparare la barriera cutanea per dare sollievo in maniera duratura alla pelle a tendenza atopica, m anche riequilibrare il microbioma, la popolazione di micro-organismi presenti sulla superficie della pelle. 

 

Laroche Posier: programma  LIPIKAR FAMILIES

 

L'azienda francese Laroche Posier, da sempre impegnata nel produrre le creme più adatte a chi ha problemi di pelle con tendenza atopica, propone un interessante progetto a cui è possibile candidarsi: si chiama  LIPIKAR FAMILIES ed è studiato per tutte le famiglie che convivono con la pelle a tendenza atopica.

 

Potete iscrivervi,  ricevere in omaggio i loro prodotti, ed entrare poi a fare parte di un forum dove scambiare esperienze ed idee con altre famiglie. Ecco il link: Iscrizione progetto Lipikar Families.

 

Prendiamoci cura della pelle nostra e dei nostri bambini: la salute passa anche da lì!

 

 

 

Salute

Il colesterolo

Con questo articolo vorrei ridare la giusta importanza al povero colesterolo così criticato e mal visto!

 

E’ infatti indispensabile per il corretto funzionamento del nostro organismo intervenendo nella formazione e riparazione delle membrane cellulari, precursore della Vitamina D e dei sali biliari e contenuto nell’emoglobina. Nel sangue circola associato a proteine formando principalmente due tipi di strutture, lipoproteine bassa densità (LDL) e lipoproteine alta densità (HDL). Se le prime rilasciano il colesterolo sulle pareti dei vasi sanguigni provocando l’aterosclerosi, le seconde lo rimuovono riportandolo al fegato.

 

Si parla infatti di colesterolo cattivo (LDL) e colesterolo buono (HDL).

I cibi amici

 

Tanto più alto uno, tanto più basso l’altro. Perciò quando leggete le analisi non fermatevi mai alla sola lettura del colesterolo totale, ma qualora risultasse un valore alto di LDL ecco come alzare il colesterolo buono a scapito di quello cattivo. Ci sono infatti alimenti amici: olio evo, latte e yogurt scremati o vegetali, salumi magri (cotto, tacchino, bresaola, crudo e speck magro), formaggi freschi e magri (ricotta, fiocchi di latte, mozzarella, crescenza), frutta (moderazione per banane, kaki e fichi), frutta secca, cereali integrali, cous cous, miglio, orzo, farro, legumi, pesce azzurro, verdura (soprattutto a foglia verde), dolcificanti naturali, thè verde, tisane (carciofo, betulla, tarassaco..).

 

I cibi a cui fare attenzione

 

Cibi che sarebbe bene evitare: formaggi stagionati, alimenti che contengono grassi idrogenati e trans (brioche, grissini, crackers, biscotti…), pesci conservati sott’olio, burro, lardo, strutto, margarina animale, insaccati (salame, mortadella, pancetta), zucchero, miele, pasta bianca, frutta esotica, alcool, succhi di frutta. Ci sono poi alimenti che si possono mangiare ma in quantità limitate: carne magra (preferibilmente bianca non più di 3 volte a settimana), uova (non più di 2 a settimana compreso i prodotti che le contengono. No fritte ma sode, alla coque o in frittata), caffè, molluschi, crostacei, patate (1 volta a settimana), mais, pasta fresca.

Salute

Freddo e Influenza: aiutiamoci in cucina!

 

 

L’inverno è arrivato, freddo e gelo bussano alla porta, febbre e raffreddore entrano direttamente! Ecco allora qualche consiglio culinario per aiutarvi a guarire prima.

 

Freddo e Influenza: evviva la vitamina C!

 

Innanzitutto tanta vitamina C, valido aiuto per contrastare e prevenire l’influenza quindi viva gli agrumi, i kiwi, melograni e cachi. Alleati della vitamina C i flavonoidi contenuti nella cipolla che aiutano la vitamina a sconfiggere i batteri. Tradizione dice addirittura di posizionare mezza cipolla sul comodino del malato.

Freddo e Influenza: mangiamo tanta verdura!

 

Non può mancare la verdura, soprattutto zucca, lattuga, spinaci e carote (ricche di vitamina A, insieme alle uova), broccoli, cavolfiori e verza (ricche di antiossidanti che, stimolando le mucose, facilitano la secrezione del muco). Con questo freddo sarà piacevole preparare minestroni di verdure, zuppe o buonissime vellutate. Accendiamo l’immaginazione e consideriamo l’influenza come un terribile vampiro. E allora quale miglior rimedio se non l’aglio?

 

Freddo e Influenza: aglio come antivirale perfetto!

 

Considerato un vero e proprio medicinale naturale antibatterico e antivirale. Capisco che possa essere difficile mangiarlo a morsi, vi consiglio quindi di andare in erboristeria dove troverete sicuramente preparati che lo contengono!  Sì ai cereali integrali, ricchi di zinco. Abituatevi ad insaporire i cibi con spezie quali lo zenzero (buono anche sotto forma di tisana aggiungendoci limone e miele o, se vi piace, mangiato a morsi soprattutto in caso di mal di gola in quanto aiuta a lenire il dolore ed il bruciore in poco tempo) e il curry, ricco di acido acetilsalicilico, ovvero il principio attivo dell’aspirina che ritroviamo anche nella frutta secca, soprattutto i datteri.

 

Freddo e Influenza: no a troppa carne e latticini!

 

Ci sono poi cibi che è bene evitare durante l’influenza in quanto indeboliscono il sistema immunitario o aumentano la secrezione di muco: carne, latte e latticini, dolci industriali e tutti gli altri alimenti troppo ricchi di zucchero, cibi fritti. A questo punto che la battagli abbia inizio!