Bambini e diabete: ecco 5 campanelli d'allarme

Il diabete è una malattia subdola e non sempre facilmente riconoscibile. Nel mondo ci sono milioni di persone che non sanno di essere diabetiche, e che quindi ogni giorno mettono a rischio la loro vita.

 

Tanti i bambini a rischio di Diabete di tipo 1

 

Non solo: gli esperti dell’associazione Diabete Italia onlus spiegano che ci sono molti bambini a rischio diabete di tipo 1, che è quello che può sopraggiungere in età pediatrica. Purtroppo non esiste la possibilità di fare prevenzione, ma ci sono tanti campanelli d'allarme che possono metterci in allerta.

 

5 campanelli d'allarme per i bambini

 

Quali sono?Ve li elenchiamo:

1. Il bambino beve moltissima acqua.

2. Il bambino fa molto spesso la pipì.

3. Il bambino è sempre stanco.

4. Il bambino di notte bagna il letto.

5. Il ragazzo, durante l'adolescenza, perde tanto peso rispetto a quella che era la sua fisicità.

Ci sono poi quelli che i medici chiamano i diabetici di domani, ovvero i bambini sovrappeso.

 

Cosa bisogna fare allora per proteggere i nostri bambini? Aiutarli ad avere uno stile di vita sano, che contempli sempre l'attività sportiva. Non inserire nella loro alimentazione alimenti grassi e complessi come possono essere le merendine, ma optare per cose più semplici, come magari un ciambellone fatto in casa. Far consumare loro tanta frutta e tanta verdura. Non far mai saltare i pasti, soprattutto la prima colazione.

 

Il 14 novembre è la giornata mondiale contro il Diabete: tenetevi informati, e se doveste avere dubbi, non esitate a parlare con il vostro pediatra!

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

Ti potrebbe interessare

Salute

Il colesterolo

Con questo articolo vorrei ridare la giusta importanza al povero colesterolo così criticato e mal visto!

 

E’ infatti indispensabile per il corretto funzionamento del nostro organismo intervenendo nella formazione e riparazione delle membrane cellulari, precursore della Vitamina D e dei sali biliari e contenuto nell’emoglobina. Nel sangue circola associato a proteine formando principalmente due tipi di strutture, lipoproteine bassa densità (LDL) e lipoproteine alta densità (HDL). Se le prime rilasciano il colesterolo sulle pareti dei vasi sanguigni provocando l’aterosclerosi, le seconde lo rimuovono riportandolo al fegato.

 

Si parla infatti di colesterolo cattivo (LDL) e colesterolo buono (HDL).

I cibi amici

 

Tanto più alto uno, tanto più basso l’altro. Perciò quando leggete le analisi non fermatevi mai alla sola lettura del colesterolo totale, ma qualora risultasse un valore alto di LDL ecco come alzare il colesterolo buono a scapito di quello cattivo. Ci sono infatti alimenti amici: olio evo, latte e yogurt scremati o vegetali, salumi magri (cotto, tacchino, bresaola, crudo e speck magro), formaggi freschi e magri (ricotta, fiocchi di latte, mozzarella, crescenza), frutta (moderazione per banane, kaki e fichi), frutta secca, cereali integrali, cous cous, miglio, orzo, farro, legumi, pesce azzurro, verdura (soprattutto a foglia verde), dolcificanti naturali, thè verde, tisane (carciofo, betulla, tarassaco..).

 

I cibi a cui fare attenzione

 

Cibi che sarebbe bene evitare: formaggi stagionati, alimenti che contengono grassi idrogenati e trans (brioche, grissini, crackers, biscotti…), pesci conservati sott’olio, burro, lardo, strutto, margarina animale, insaccati (salame, mortadella, pancetta), zucchero, miele, pasta bianca, frutta esotica, alcool, succhi di frutta. Ci sono poi alimenti che si possono mangiare ma in quantità limitate: carne magra (preferibilmente bianca non più di 3 volte a settimana), uova (non più di 2 a settimana compreso i prodotti che le contengono. No fritte ma sode, alla coque o in frittata), caffè, molluschi, crostacei, patate (1 volta a settimana), mais, pasta fresca.

Salute

Freddo e Influenza: aiutiamoci in cucina!

 

 

L’inverno è arrivato, freddo e gelo bussano alla porta, febbre e raffreddore entrano direttamente! Ecco allora qualche consiglio culinario per aiutarvi a guarire prima.

 

Freddo e Influenza: evviva la vitamina C!

 

Innanzitutto tanta vitamina C, valido aiuto per contrastare e prevenire l’influenza quindi viva gli agrumi, i kiwi, melograni e cachi. Alleati della vitamina C i flavonoidi contenuti nella cipolla che aiutano la vitamina a sconfiggere i batteri. Tradizione dice addirittura di posizionare mezza cipolla sul comodino del malato.

Freddo e Influenza: mangiamo tanta verdura!

 

Non può mancare la verdura, soprattutto zucca, lattuga, spinaci e carote (ricche di vitamina A, insieme alle uova), broccoli, cavolfiori e verza (ricche di antiossidanti che, stimolando le mucose, facilitano la secrezione del muco). Con questo freddo sarà piacevole preparare minestroni di verdure, zuppe o buonissime vellutate. Accendiamo l’immaginazione e consideriamo l’influenza come un terribile vampiro. E allora quale miglior rimedio se non l’aglio?

 

Freddo e Influenza: aglio come antivirale perfetto!

 

Considerato un vero e proprio medicinale naturale antibatterico e antivirale. Capisco che possa essere difficile mangiarlo a morsi, vi consiglio quindi di andare in erboristeria dove troverete sicuramente preparati che lo contengono!  Sì ai cereali integrali, ricchi di zinco. Abituatevi ad insaporire i cibi con spezie quali lo zenzero (buono anche sotto forma di tisana aggiungendoci limone e miele o, se vi piace, mangiato a morsi soprattutto in caso di mal di gola in quanto aiuta a lenire il dolore ed il bruciore in poco tempo) e il curry, ricco di acido acetilsalicilico, ovvero il principio attivo dell’aspirina che ritroviamo anche nella frutta secca, soprattutto i datteri.

 

Freddo e Influenza: no a troppa carne e latticini!

 

Ci sono poi cibi che è bene evitare durante l’influenza in quanto indeboliscono il sistema immunitario o aumentano la secrezione di muco: carne, latte e latticini, dolci industriali e tutti gli altri alimenti troppo ricchi di zucchero, cibi fritti. A questo punto che la battagli abbia inizio!

Salute

Allattamento: cosa mangiare?

 

 

Chi è che non vorrebbe mettersi a dieta dopo aver partorito per tornare al peso ideale? Da nutrizionista vieto assolutamente diete ipocaloriche alle nutrici consigliando una corretta alimentazione che permetta la regolare crescita del neonato senza portare la madre ad uno stato di malnutrizione.

 

Durante l’allattamento è necessario assumere, addirittura, 500Kcal al giorno in più così da compensare quelle perse con il latte secreto (circa 800ml/die). Non preoccupatevi! Se mangiate bene perderete comunque del peso!

 

Sì ai carboidrati preferendo a quelli semplici (zucchero, dolci…) quelli complessi (pasta, riso…) associati a proteine. 2-3 volte a settimane concedetevi un dolcino meglio se a fine pasto per rallentare l’assorbimento degli zuccheri.

 

Indispensabili frutta e verdura ricche di vitamine e fibra. Se durante la gestazione la banana viene sconsigliata per il suo alto apporto calorico durante l’allattamento è invece un’ottima fonte di zuccheri a lento assorbimento e di potassio. Ha inoltre un buon potere saziante e non interferisce col sapore del latte, pertanto si può consumarne anche una al giorno.

 

Sì alla carne (200g 3 volte la settimana), uova, pesce (200gr 2-6 volte la settimana), formaggi (200gr 2-3 volte la settimana) e legumi (sconsigliate lenticchie e fave per il sapore deciso che potrebbe modificare il gusto del latte). Talvolta i legumi possono provocare fermentazioni favorendo la formazione di gas intestinali nel lattante. Si consiglia quindi di consumarli non più di 3-4 volte a settimana frullandoli dopo la cottura in modo da mantenere inalterati gli apporti nutritivi ma modificare la struttura della fibra che causa le fermentazioni. Importante bere almeno due litri di acqua al giorno essendo il maggior componente del latte.

 

Evitare invece gli alcolici. Limitarsi inoltre nel consumo di tè e caffè in quanto la caffeina è in grado di passare, attraverso il latte, al neonato alterando il suo stato di eccitazione.

Salute

Additivi: cosa sono? A cosa servono? Sono pericolosi?

 

Importante è sapere ciò che si mangia, ma non sempre riusciamo a leggere correttamente le etichette con gli ingredienti che troviamo sui prodotti alimentari. Ad esempio gli additivi sono riportati con codici spesso a noi sconosciuti. Non tutti sono pericolosi per la nostra salute e quindi non tutti devono essere, a mio parere, evitati, anche perché oggigiorno sarebbe veramente difficile, se non impossibile! La cosa importante è la consapevolezza senza la quale è difficile prendere una personale decisione. Impariamo insieme a saperli riconoscere, comprenderli ed eventualmente evitarli.

 

Additivi alimentari: cosa sono?

 

Gli additivi alimentari sono sostanze che vengono aggiunte al cibo per conservarle e presentarle meglio cambiandone colore, gusto ecc. Si dividono in:

 

  • COLORANTI (E100-E199): colorano il prodotto o la superficie rendendolo più invitante. La maggior parte di essi è di origine sintetica. Considerati tossici E102/E110/E120/E123/E124/E127.

  • CONSERVANTI (E200-E299): rallentano o impediscono il deterioramento del cibo da parte di batteri, lieviti e muffe. Il loro impiego potrebbe essere diminuito o eliminato ricorrendo a sistemi di conservazione quali zucchero, sale da cucina, alcol etilico, olio o aceto, selezionando prodotti migliori ed aumentando l'igiene nei processi produttivi. Considerati tossici E220/E221/E230/E239/E250/E251/E252.

  • ANTIOSSIDANTI (E300-E322): rallentano o impediscono il processo di ossidazione derivante dall'ossigeno presente nell'aria. Considerati tossici E311/E312/E320.

  • CORRETTORI DI ACIDITA’ (E325-E385). Considerato tossico l’E330.

  • ADDENSANTI, EMULSIONANTI e STABILIZZANTI (E400-E495): legano i componenti del cibo che altrimenti tenderebbero a separarsi. Considerati tossici E407/E450.

  • AROMATIZZANTI non hanno un nome in codice. Conferiscono particolari odori e sapori al prodotto. La legge italiana prevede che siano indicati sull'etichetta in modo generico come aromi, sia gli aromi di origine naturale che di origine sintetica quindi spesso per aromi naturali si intendono anche quelli prodotti in laboratorio, attenzione!

A questo punto a voi la scelta!