Amyko, alleato della sicurezza in viaggio

La sicurezza dei bimbi è un tema che non smette mai di essere fondamentale per noi genitori. Abbiamo il dovere di proteggere i nostri figli, e loro hanno il diritto di essere protetti. La protezione passa da tanti fattori, che vanno al giusto seggiolino alla migliore alimentazione. Non solo: ora, grazie alla tecnologia è possibile prestare maggiore attenzione e avere una sicurezza a 360 gradi anche quando si viaggia o siamo in vacanza.

 

E il tutto in un braccialetto. Si tratta di Amyko, il servizio in cloud che grazie ad un bracciale NFC dà la possibiità di archiviare al suo interno le informazioni relative alla salute dei vostri bambini. Se il bimbo soffre di allergie, se ha un gruppo sanguigno raro, se ha una grave intolleranza, spesso ci sentiamo in ansia a lasciarlo in altre mani: pensiamo alle colonie estive o semplicemente all'animazione di un villaggio turistico. Il braccialetto però non è pensato solo per i bambini, ma anche per gli adulti. Infatti all'interno di esso è possibile inserire interi referti che magari è importante portare con noi.

 

E poi ci sono i servizi che ci permettono di contattare al volo tramite Direct Call uno dei tre numeri di emergenza che possiamo indicare quando ci iscriviamo, il servizio di Self Help che ci aiuta a segnalare la nostra posizione con sms e persino un medical reminder per ricordarci quando noi o i figli dobbiamo assumere determinati farmaci.

 

E adesso che stiamo partendo per le vacanze, Amyko diventa l'alleato fondamentale per trascorrere qualche giorno in tranquillità. Infatti all'interno di esso possiamo anche inserire i nostri dati, con nome e numero di telefono, che possono aiutare nostro figlio anche se dovesse perdersi magari su una spiaggia affollata. In nessun caso dobbiamo abdicare al nostro ruolo di genitori: i figli, soprattutto piccoli non devono mai essere persi di vista. Ma sapere che al loro braccio c'è Amyko, può darci una sicurezza in più.

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

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Salute

Da smartphone a termometro con Oblumi Tapp!

Pratico, veloce, preciso, persino bello: in una parola, perfetto! Parlo di Oblumi Tapp, il dispositivo per smartphone che serve a misurare la febbre (ma non solo). Alla base di tutto c'è l'idea innovativa di 4 giovani imprenditori spagnoli, che nel 2013 hanno vinto il Sevill Start Up Weekend: un termometro che collegato allo smartphone permette di misurare immediatamente (grazie ai raggi infrarossi) la febbre del bambino.

 

Al dispositivo è collegata un'applicazione da scaricare: ed è quest'ultima che mi ha fatto definitivamente innamorare. Vi è mai capitato di avere più bimbi malati in casa? Ognuno con la sua temperatura da misurare e con le sue medicine da prendere ad orari regolari? Invece di mettere dieci svegli sul telefono, è sufficiente inserire i dati sull'applicazione e creare un profilo per ogni bimbo. Potrete seguire l'andamento della febbre, sapere quando dare l'antibiotico e in quale quantità (tramite peso ed età calcola anche questo): ovviamente si tratta di un promemoria, le scelte di somministrazione le fa il pediatra!

 

Grazie ad Oblumi Tapp ho scoperto poi cose che non sapevo: che ad esempio è meglio tenere il dispositivo nella stessa stanza dove si effettua la misurazione, per avere una temperatura davvero affidabile.

 

Oblumi Tapp può essere utilizzato anche per misurare la temperatura di un liquido, come ad esempio del latte o una camomilla, senza dover tirare a indovinare la temperatura più adatta ai nostri bimbi.

 

La cosa migliore di Oblumi Tapp (poi giuro che smetto) resta però il fatto di non dover svegliare vostro figlio mentre dorme. Ci sono state notti in cui Matilde, stremata dalla febbre, riposava finalmente qualche ora e io dovevo di nuovo sollevarla dal letto per misurare la febbre, e mi si spezzava il cuore a disturbarla in quei momenti.

 

Oggi per fortuna, con Oblumi Tapp è sufficiente appoggiare il termometro alla tempia o alla fronte e sapremo subito se è il caso di dare un antipiretico oppure no.

 

Se desiderate acquistare Oblumi Tapp potete farlo attraverso questo link: kiddom.com oppure nello shop online www.oblumi.com,

 

 

(Post in collaborazione con Oblumi!)

Salute

15 marzo: Giornata nazionale contro i disturbi del comportamento alimentare

 

Di disturbi alimentari si muore.

E' un suicidio lungo, che può durare anni. Ma si muore. È la terza causa di morte per i giovani, dopo incidenti e tumori.

 

Noi genitori siamo il baluardo, siamo l'appiglio, siamo l'ultimo muro che può evitare che i figli facciano un salto nel vuoto. Non da soli, certo: perchè nessuno esci da solo da questi buchi neri, ma serve l'aiuto di un terapista. Eppure i genitori possono fare davvero tanto.

Quello che non si deve fare è ignorare. Osservate i vostri ragazzi e agite. Sempre.

Se notate un cambio di alimentazione, se trovate tracce di cibo che di solito non era abituato a comprare, se via accorgete che si chiude in camera a mangiare, che vomita, che eccede con l'attività fisica, non pensate "E' solo l'adolescenza, passerà". Perchè a volte non passa.

 

Non fate finta di niente: dovete intervenire. Vostro figlio o vostra figlia sta gridando che sta male, anche se lo fa senza voce.

Non giudicateli: nessuno sceglie di soffrire di questa malattia. Nessuno è felice di avere un buco nero al posto dello stomaco. Nessuno è felice di rovinarsi i denti vomitando tutti i giorni.

Non è urlando, non è aggredendo, che potete risolvere il problema.

Parlate. Parlate tanto, anche se all'inizio non vi risponderà. Chiedete con calma, ascoltate le sue risposte. Recepite le sue parole.

A questo punto andate in un centro per il trattamento integrato dei disturbi alimentari: in Italia ce ne sono diversui e li trovate qui: http://www.disturbialimentarionline.it/.

 

E' infinitamente lunga la strada per uscire dai disturbi alimentari. Ma un genitore in grado di capire, in grado di agire, in grado di amare è il miglior compagno di viaggio che possa capitare a chi deve affrontare questo percorso.

 

 

Salute

Pap Test e prevenzione

 

Il Pap Test è l’esame principale dello screening contro il tumore al collo dell’utero nella donna.

Il tumore al collo dell’utero è il secondo tumore più frequente nella popolazione femminile, esso colpisce circa 3500 donne l’anno solo in Italia.

Il responsabile di questo tumore è l’ HPV - Human Papilloma Virus, che si trasmette maggiormente per via sessuale ed è frequente soprattutto nelle persone giovani.

 

Il Pap Test dovrebbe essere effettuato da tutte le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, ogni 3 anni; questo intervallo è sufficiente a far si che tra un controllo e l’altro non si sviluppi un tumore, ma questa tempistica ha l’effetto collaterale di individuare lesioni che magari regredirebbero da sole spontaneamente e che invece vengono comunque trattate.

 

Il Pap Test consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero - tramite una spatola e una piccola spazzolina - che vengono poi analizzate al microscopio per evidenziare la presenza di eventuali cellule anomale e lo sviluppo di lesioni pretumorali.

Se il risultato risultasse negativo la risposta viene inviata a casa, altrimenti verrete contattate dal centro screening della vostra area di competenza che poi vi consiglierà degli esami di approfondimento come la colposcopia con eventuale, se necessaria, biopsia per vedere la presenza, l’estensione e le caratteristiche esatte della lesione sospetta.

 

Attualmente si sta prendendo una diversa rotta per quanto riguarda lo screening, introducendo dopo i 30 anni l’HPV test, che mira alla ricerca diretta dello Human Papilloma virus, dato che è la principale causa delle sviluppo delle lesioni tumorali.

Se quest’ultimo risultasse positivo allora si farà il Pap test e tutte le altre indagini di screening necessarie; questo esame non è consigliato prima di questa fascia di età, perché individuerebbe molte lesioni che la maggior parte delle volte sono destinate a scomparire da sole.

 

Il Pap Test è un esame che va fatto ed è di fondamentale importanza per la nostra salute, spesso può far paura, ma anche di fronte a un risultato positivo dobbiamo pensare a quanto importante è la prevenzione e capire che si riesce a guarire scoprendolo in tempo.

 

Ricordiamoci che la prevenzione è l’unico nostro mezzo per prevenire e sconfiggere questa tremenda malattia chiamata tumore.

Salute

Pelle atopica: progetto LIPIKAR FAMILIES

Parliamo di tendenza atopica della pelle quando ci riferiamo ad un tipo di pelle secca, che non produce abbastanza lipidi e non riesce a mantenere quella che dovrebbe essere l'idratazione naturale. Abbiamo una pelle secca, che tira e dà prurito,  necessitando di una buona idratazione.Quando  la pelle è molto secca, presenta segni di atopia con placche rosse eczematose, pruriti, infiammazioni, secrezioni.

 

Qual 'è la causa di questo tipo di pelle?

Dietro alla pelle atopica possono esserci sia fattori ambientali che genetici. Non ci sono cure mediche per riottenere la giusta idratazione della pelle: l'unica soluzione è l'utilizzo di creme idratanti di ottima qualità, senza profumo e ipoallergeniche. Una buona crema deve non solo riparare la barriera cutanea per dare sollievo in maniera duratura alla pelle a tendenza atopica, m anche riequilibrare il microbioma, la popolazione di micro-organismi presenti sulla superficie della pelle. 

 

Laroche Posier: programma  LIPIKAR FAMILIES

 

L'azienda francese Laroche Posier, da sempre impegnata nel produrre le creme più adatte a chi ha problemi di pelle con tendenza atopica, propone un interessante progetto a cui è possibile candidarsi: si chiama  LIPIKAR FAMILIES ed è studiato per tutte le famiglie che convivono con la pelle a tendenza atopica.

 

Potete iscrivervi,  ricevere in omaggio i loro prodotti, ed entrare poi a fare parte di un forum dove scambiare esperienze ed idee con altre famiglie. Ecco il link: Iscrizione progetto Lipikar Families.

 

Prendiamoci cura della pelle nostra e dei nostri bambini: la salute passa anche da lì!